Rapporto con i libri, e qualche domanda

Essere invitati a scrivere su un blog e’ un grande onore, pertanto anche se non ho molta voce in capitolo, partecipo volentieri. Sono consapevole di scrivere sempre km di pagine, quindi se non avete voglia passate subito alla parte saliente, ovvero le domande – Delsys

Il mio rapporto con i libri e’ qualcosa di particolare, quasi patologico.

Sono sempre stata abbastanza un asso a scuola nelle materie letterarie. Ovunque ci fosse da scrivere o interpretare, riassumere, giudicare ecc… una lettura, i miei voti erano sempre stratosferici. C’e’ da dire che molto spesso mi si poneva davanti a degli estratti, o dei libri piuttosto semplici (per venire incontro, forse, alle capacita’ mentali della mia classe, non che i miei compagni fossero stupidi, ma la forza di volonta’ non e’ mai stato il nostro punto forte), quindi non ci voleva esattamente una scienza.

Nonostante la mia passione per la scrittura, tuttavia, non riuscivo realmente ad appassionarmi alla lettura. Semplicemente non mi e’ mai interessato piu’ di tanto, e la cosa ha sempre lasciato perplessi tutti quanti.
Quando ho cominciato a leggere qualche libro, cosi’, per curiosita’, mi sono accorta che molto spesso dopo due o tre pagine la mia percezione delle cose cominciava a scemare, e dopo molte ore (che a me puntualmente sembravano pochi minuti), mi svegliavo con la testa sul libro e le pagine macchiate di bava.
Ho pensato a diverse cose: mancanza di allenamento, problemi di vista, narcolessia, eppure succedeva sempre. I miei genitori, a differenza mia grandi appassionati, ogni tanto mi lasciavano "distrattamente" qualche libro sullo scaffale sperando che lo leggessi, ma il tomo non riusciva ad essere altro che una piacevole, segreta ninnananna (ho iniziato ad ammettere il problema quando avevo 20 anni, e neanche a tutti.)

Ho quindi cominciato a notare diversi fenomeni: Sullo schermo la cosa non succedeva (pero’ leggere un intero libro dallo schermo affatica molto spiacevolmente gli occhi), quando il libro era in realta’ un manuale o una raccolta di aforismi, la cosa non succedeva. La grandezza del carattere e il colore delle pagine non sembrava influente.
Ho pensato dunque ad un semplice limite mentale dato dalla mancanza di allenamento. All’improvviso, prima di un esame del sangue, per distrarmi mi sono portata dietro "Il paradiso degli orchi" di Pennàc, ed e’ stato come vedere l’alba.
Non solo non avevo un accenno di sonno, ma divoravo il libro con una facilita’ impressionante.
Ho quindi dato un altro punto alla possibilita’ della mancanza di allenamento, dal momento che lo stile impeccabile di quello scrittore era effettivamente quanto di piu’ vicino allo "scorrevole" possa esistere.
La certezza e’ iniziata a scemare quando mi son sorbita i libri con le bizzarre teorie di Schopenhauer senza fare una piega, per poi addormentarmi su un  vecchio libro per bambini, che ricordavo nitidamente mi piacesse tantissimo. (Notare che da piccola la cosa non succedeva: infatti anche se non leggevo tantissimo, di sicuro non mi addormentavo).

Alla fine mi sono arresa, ho identificato i libri degli scrittori dei quali riesco a leggere le parole senza svenire per ore, (Hesse, Schopenhauer, Pennàc, Benni ecc…) e ho deciso (come con i film) che non me li leggero’ finche’ non sopraggiungera’ la noia nella mia vita. A quel punto, avro’ tantissime cose da vedere, da leggere e di cui occuparmi, e magari il problema si sara’ misteriosamente risolto nel frattempo.
Intanto, anche chi sa di questo bizzarro problema, seguita a regalarmi libri che comunque a detta loro "dovrei assolutamente leggere". Non sono riuscita a leggerne uno.
Sono giunta alla conclusione che la mia testa ha deciso che se qualcosa non mi piace in maniera marcatissima, mi deve impedire fisicamente di portarla avanti.

Ma ora basta ciance, ho un po’ di domande per voi, per ficcare in questo post troppo personale un po’ di "carne al fuoco":

1- Sicuramente chi frequenta questo blog, e la sua stessa creatrice, e’  a differenza mia appassionato di lettura. Avete mai avuto un problema simile? E come e’ avvenuto il vostro "approccio" al magico mondo dei libri?

2- Un’altra cosa che mi sono sempre chiesta e’ quanto la lettura possa influenzare la scrittura di una persona. Si dice tanto, e personalmente ci credo. Ho solo un dubbio: lo scrittore che legge troppi altri scrittori non rischia cosi’ di adattare il suo stile personale a tanti altri stili che magari gli piacciono, ma non sono "suoi"?  Fino a che punto, quindi, l’influenza dello stile letterario altrui sulla scrittura e’ una cosa positiva?
Siamo influenzati irrimediabilmente da tante, troppe cose, ed avere uno stile o un’opinione che si possa dire completamente "propria" e’ abbastanza difficile. Conservare uno stato di "originalita’ " quanto piu’ possibile e’ quindi un po’ una chimera, un po’ una cosa sottovalutata.
Il miglioramento di uno stile di scrittura piuttosto che il suo peggioramento, infine, sono cose molto soggettive. In quanto lettori, che ne pensate?

3- Cosa rende per voi un "buono scrittore" tale? Scorrevolezza, fantasia, abilita’ nelle descrizioni, capacita’ di dare un ritmo e una sostanza alla storia… Vorrei sapere per voi qual’e’ la cosa piu’ importante in assoluto,  quella che non deve mancare assolutamente durante la creazione di un buon libro.

4- Mi potete consigliare, infine, in linea con i pochi indizi che ho dato (ahime’, ne ho pochi) qualche autore da provare ad esplorare?

Ho finito di tediarvi.

4 commenti

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4 risposte a “Rapporto con i libri, e qualche domanda

  1. Per ora rispondo al tuo primo quesito,perchè solo quello mi prenderà un pò di tempo.Ho imparato a leggere a 4 anni grazie alle copertine delle riviste che giravano per casa (libri a casa mia nisba).Alle elementari ho avuto la fortuna di essere affidata ad una maestra che aveva un’abitudine allora inusuale:due giorni alla settimana leggeva a tutta la classe dei libri per ragazzi.Leggeva in maniera esemplare,cambiando voce e inflessione a seconda del ruolo che stava interpretando (la voce narrante, il protagonista, i vari personaggi).Incantava e ammutoliva un’intera classe di ragazzini scalmanati.Era una via di mezzo fra un’attrice di teatro ed un’appassionata di letteratura.Ed io ero la più introversa e solitaria, quella che sopportava solo un’amico/a alla volta; due insieme erano troppi.Con questo carattere mi restava molto tempo per leggere.Calcola anche che il PC non esisteva ancora.Aggiungi la mia predilezione per le materie umanistiche e la mia negazione per tutto ciò che è scientifico/matematico (tranne i computer e la fantascienza “alta”).Comunque ci sono dei libri che sicuramente mi “abbioccano”:i manuali.Detesto l’idea che qualcuno mi dica, scrivendo,cosa devo fare e come sciorinandomi soltanto freddi dati e citazioni e senza trasmettermi nient’altro.La storia sì,quella cattura la mia attenzione.Il resto alla prossima puntata….

  2. Ciao,posso consigliarti un libro che ho riletto ultimamente e che mi ha preso molto?Non è una novità,anzi…però è un’opera un pò fuori dai soliti circuiti,quindi forse nn lo conosci.”I quaderni di Malte Laurids Brigge”l’autore è Rainer Maria Rilke,edizioni Adelphi.Una indicazone:è un libro molto suggestivo,da leggere lentamente.ciao e a risentirci…

  3. X meister: Scusa, ma mi sono accorta solo oggi del tuo commento.Rilke lo conosco, ma non questo libro in particolare.Quindi l’ho prontamente segnato nella mia agenda nell’elenco “libri da comprare”.Grazie:)

  4. ciao,
    sono su aNobii col il nick quartapoltronieri
    da 15enne appena compravo i libri di scuola li divoravo in 4 e 4 otto , mentre durante l’anno non ne leggevo più del necessario
    questione di attenzione?
    un buon libro ha ritmo, discorsività, modernità…
    io suggerisco alcuni titoli
    Kundera (tra cui L’arte del romanzo)
    Maggiani (il silenzio del pettirosso)
    Piumini (lo stralisco, la rosa di Brod)
    Fallaci: cappello pieno di ciliege
    Mazzantini (l’ultimo mi ha fatto a pezzi, volevo menarla, ma è bello)
    Erri De Luca
    buona lettura!

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