Come nasce un pessimo libro

Oggi parlavo con due Valentina diverse, di libri, di come non mi ritengo ancora in grado di scrivere quello che potrebbe essere "il mio libro", e di come nasce un pessimo libro.

Mi e’ sembrata un’ottima, divertente questione da proporre a voi lettori del blog di PattyBruce: la cosa piu’ divertente in assoluto e’ stata il fatto che l’ho proprio "visto", ho visualizzato la nascita di uno di quei libri che restano incartati, o che peggio, vengono letti ed apprezzati da una quantita’ di persone incredibile, che non si rende conto molto bene di cosa sta leggendo.

Il libro del cavolo per eccellenza e’ di genere Fantasy. Si, perche’ ogni appassionato del fantasy crede di poter scrivere un libro fantasy, e’ storia. La cosa si puo’ estendere ad ogni genere, naturalmente: gialli, thriller, romanzi, qualsiasi cosa, ma negli altri generi si sente un po’ di meno.

Tutto parte dalla persona qualsiasi, con un modo di scrivere qualsiasi, che completamente dal nulla decide di scrivere un libro…

Lo scrive, lo legge, lo rilegge, e gli piace (perche’ e’ difficile che qualcosa fatta da se’ non piaccia). Lo sottopone agli amici, gli amici vedono che ci tiene tanto, e gli fanno "Beeeello vai continua che figata mi sto appassionando e’ una roba meravigliosa venderesti un sacco di copie!!!". Magari lo pensano veramente, magari no, fattosta’ che non gli fanno alcuna critica negativa.

La persona qualsiasi si galvanizza e scrive migliaia di pagine di stronzate illeggibili senza un filo logico, un bilanciamento, uno stile preciso, roba che sembra scritta da gente appena uscita dalla scuola media, e certamente non dalla branchia "geniale" di tale fascia di eta’.
Bam, dalle 100 alle 400 pagine di eresie disordinate vengono sputate fuori, e con entusiasmo, trasporto, e amor della propria "arte", le stronzate esplodono sulla pagina prima piacevolmente bianca, e lasciano che il nostro uomo qualsiasi ci racconti la sua storia nel modo che piu’ gli e’ adatto.
Il risultato e’ cosi’ penoso che mi domando come mai qualche casa editrice si metta pure a pubblicarlo, ma lui ci riesce, ci riesce!!! Scrive finalmente il suo libro che ti tirano dietro all’Euroclub, mondolibri, e che non vedi l’ora di rivendere, riciclare o regalare a qualche persona che ti sta sulle palle.

Il tutto nasce sostanzialmente dal dimenticarsi di una serie di cose: non tutti nascono potenziali scrittori, non tutti dicono quello che pensano quando gli mostri la roba che fai, non tutta la roba che fai e’ eccellente, non tutto cio’ che ti appassiona puo’ diventare un racconto appassionante per tutti.
Scrivere veramente bene, e’ una cosa un po’ diversa dallo sputare due o tre idee su un foglio e galvanizzarsi.
Il mantenere costante l’attenzione del lettore, il non perdere il "ritmo", il bilanciare ottimamente tutte le parti di un racconto, lo scrivere con scorrevolezza e in maniera che tutto sia corretto e facile da comprendere non e’ da tutti, assolutamente no.
Non ci si puo’ svegliare una mattina e scrivere un libro, accaparrandosi automaticamente l’abilita’ di prendere una storia, elaborarla, bilanciarla, esporla, correggerla, tutto da soli, tutto in maniera eccellente.

Il caso piu’ grave e’ quando le persone non si alzano la mattina, ma credono comunque (in merito a studi, lavori o altro che hanno fatto nella loro vita) di poter scrivere un libro decente. Ho conosciuto fior di letterati superintelligenti che magari fanno anche i correttori di bozze, che scrivono in maniera assolutamente illeggibile, pesante, faticosa, che ti fa perdere il filo del discorso dopo due o tre righe.
Anche loro sono convinti di saper scrivere abbastanza da fare un libro, e se non esistono ancora loro libri in circolazione, ringrazio l’incredibile decenza di alcune case editrici.
Io non leggo moltissimo, si puo’ dire che non legga quasi per niente, e che quindi in merito teoricamente non dovrei avere "voce in capitolo", ma diversi lettori piu’ che allenati mi hanno dato ragione riguardo all’inadeguatezza di alcuni stili (il mio compreso, naturalmente), quindi posso affermare certe cose con una base abbastanza solida.

Sono d’accordo che pensarla cosi’ tarperebbe le ali di tanti possibili scrittori che, chissa’, piu’ avanti con il tempo maturerebbero, scrivendo chissa’ quali capolavori. Talvolta la disapprovazione o le critiche negative fermano tali persone, anziche’ spronarle a migliorarsi.
C’e’ anche da dire che non e’ del tutto una tragedia se in seguito a una critica negativa, certi libri non fossero nati del tutto, anche se naturalmente e’ pur sempre una questione di gusti, di opinioni e di punti di vista…

9 commenti

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9 risposte a “Come nasce un pessimo libro

  1. chi non ha mai buttato giu 4 righe sperando di scrivere un bel libro?!io per prima.solo che se lo fai a 12 anni ha un senso.crescendo dovresti aver sviluppato un pò di autocritica.quando i miei amici mi hanno sottoposto qualcosa sono sempre stata sincera.non mi riesce d’esser diversa.i peggiori e più illusi sono quelli che leggono poco e titoli orrendi e pretendono di diventare scrittori.ma viva l’ottimismo!

  2. Vero! Non ho mai provato a scrivere un libro perchè conosco la difficoltà di mantenere costante l’attenzione del lettore. Non ci riuscirei! Leggo e sento quando c’è una fase calante, non ne sarei in grado! Mi dedico alle cose che mi riescono più spontanee!:)))

  3. Io sono sempre stata conscia dei miei limiti e difetti, ed essendo una lettrice assidua mi sono convinta che il massimo che io possa scrivere è una lettera ad un amico, quella mi pare di riuscirla a fare bene, ma non mi azzarderei mai a scrivere un libro…

  4. Però conosco una persona che ha scritto il primo racconto a cinquant’anni e subito ha vinto il terzo premio ad un concorso letterario. E i concorrenti erano 700 !!!

  5. Porca eva!Mi hai distrutto…Devo andare a farmi un drink 😦

  6. Oddio! Non pensavo che ti avrebbe fatto questo effetto, scusami. Comunque questa è l’eccezione che conferma la regola, non credi? 😉

  7. Avevo gia splendidamente commentato oggi ma splinder fa le bizze….e non l’ha pubblicato…Sostanzialmente la mia tesi è che in genere tutti nasciamo maestri…o ci crediamo tali…tutti “allenatori”. Io faccio il mio lavoro da quindici anni, ho una ditta da dieci, eppure ogni volta che qualcuno mi vede lavorare mi chiede “perchè non fai così??”.La domanda corretta, a mio avviso dovrebbe essere: perchè fai così?, ovvero…mi spieghi il tuo lavoro? invece il Perchè non fai così? quel non..sottintende che c’è una strada più semplice che uno che passa per caso nota subito, ma tu che è quindici anni che fai quel mestiere hai da sempre ignorato…Forse sono io che sono permaloso…Luca

  8. D’accordissimo! ma propeio in pieno! Ci penso anch’io spesso a questa cosa dei scrittori improvvisati. Dai 10 ai 13 anni scrivevo spesso racconti, e devo dire che l’idea di essere una scittrice mi affascina da sempre. Conscia però dei miei limiti l’ho abbandonata da tempo. Mi “accontento” di leggere le cose degli altri e non mi dispiacerebbe farlo come lavoro.Curiosità: avevi qualche libro particolare in mente quanto hai scritto?

  9. anonimo

    Sono d’accordo…odio le persone che non riconoscono i loro limiti,che non capiscono quanto sia difficile scrivere un libro.A me piacerebbe provare,leggo molto,ma non credo assolutamente di essere in grado! :)Però si può provare…

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