Philip Kindred Dick – Le tre stimmate…

Le tre stimmate di Palmer Eldritch – Philip K. Dick – Fanucci Editore – pagg. 270- €. 7,90
"Le tre stimmate di Palmer Eldritch" non è certo il romanzo più famoso di Philip K. Dick, e nemmeno, per sua stessa ammissione, il più amato dallo stesso autore. Ciò nonostante si tratta di un’opera molto particolare, allucinante e spiazzante, che compie un’analisi critica neanche troppo velata della direzione che stava (e sta) prendendo la nostra realtà, ovvero l’alienazione dalla realtà stessa, tramite l’uso di "droghe legalizzate", pseudo religioni, ecc. ecc.
Una società che spinge a consumare droghe legali, tramite le quali tutti possono vivere, con tanto di plastico miniaturizzato e personaggi superaccessoriati, la classica vita di Barbie e Ken (anche se nel romanzo non hanno questi nomi, si capisce benissimo) con villa sul mare, cabriolet, vestiti firmati. Tutti desiderano farne uso perchè la vita reale è veramente molto poco attraente, e il sole sta surriscaldando la terra e arrostendo chiunque si avventuri all’aria aperta. I pre-mod, creature umane che hanno sviluppato doti precognitive, lavorano per il monopolio della droga, che gestisce anche la commercializzazione dei plastici e degli accessori miniaturizzati: il loro compito è prevedere le potenzialità di vendita dei prodotti e le mode future (che cosa vi ricorda?).Coloro che falliscono in questa società (ovvero che non risultano con un q.i. abbastanza elevato) vengono spediti su Marte, a fare i coloni in condizioni ancora peggiori….Questo il quadro generale: lascio il resto per chi avrà voglia di leggerlo.

COMMENTO: ALLUCINANTE, MA ILLUMINANTE.

12 commenti

Archiviato in fantascienza, libri

12 risposte a “Philip Kindred Dick – Le tre stimmate…

  1. Non so perchè, ma subito ho ripensato a Fahrenheit 451 dell’immenso Bradbury. Che, anche lui, ci ha visto, per altri motivi, dannatamente bene.See ya!

  2. E che dire di “1984” di Orwell? Profetico, anche quello.

  3. L’allucinazione, il delirio, la distorsione visionaria della realtà è spesso il modo più nitido e franco di vedere il mondo. Senza le sue insite distorsioni, i suoi fronzoli, le sue false verità…

  4. @BeataDiLuna: sicuramente Dick era un esperto di allucinazioni e deliri, ma nello stesso tempo era anche un giudice spietato della società e un profondo conoscitore dell’animo umano.

  5. mi deprimo a leggere le tue recensioni: in questo periodo non riesco proprio a leggereElena

  6. @Elewitch: non sia mai che le mie recensioni sortiscano questo effetto su di te!! Speravo che invece ti facessero venir voglia di leggere! Che delusione! :o(

  7. non è che non ho voglia, anzi! E’ che non riesco: alla sera mi addormento alla prima pagina e durante il giorno non trovo una pausa utile….Uffa, sono triste.Elena

  8. @Elewitch: ti capisco. Capitano anche a me dei momenti di stanchezza infinita nei quali mi addormento letteralmente col libro sul petto.Per fortuna poi passano! ^__^

  9. Cmq P. K. Dick è un grandissimo autore di fantascenza, fantascienza vera!

  10. Dick mi è sempre piaciuto tantissimo. Questo lo leggo. :0)

  11. @Giorgiogaudì e MaxWeb: qual’è il romanzo di P.K. Dick che preferite?

  12. maurizio2

    Patty, vedo solo ora (TRE ANNI DOPO!!!!) il tuo commento e l’lultima domanda ai lettori di Dick…..
    Modestamente, io mi considero un esperto del Nostro…..credo di aver letto, negli anni della lettura sfrenata, tutti i suoi libri pubblicati in Italia;
    ad un neofita consiglierei di inziare con uno tra "Mr. Lars, sognatore d’armi" o "Cronache del dopobomba"; poi di passare al capolavoro della prima fase, il giustamente osannato "Man in the high castle" (che si trova in Italia con due titoli diversi, la traduzione letterale e "La svastica sul sole". I mie preferiti però sono i più cattivi "Le tre stimmate di Palmer Eldritch" ed il conclusivo "A scanner darkly" (anche questo lo si trova con due titoli diversi: "Un oscuro scrutare" e "Scrutare nel buio"). 
    Molti altri suoi titoli sarebbero stati L’Opera Della Vita se li avesse partoriti uno scrittore meno geniale (Ubik, Follia per sette clan, Il cacciatore di androidi, Labirinto di morte…..) ma qui ci limitiamo alle opere più importanti…….
    Io inserirei anche alcuni racconti, soprattutto risalenti ai primi anni della sua produzione, quali "Modello due", "Impostore"  ….. Molti dei suoi racconti sono stati saccheggiati dalle mezze figure hollywoodiane come ispirazione per  films francamente trascurabili….forse con l’unica eccezione di Blade Runner

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