Consolatorio

Sono giunta ad alcune conclusioni:
1) Tutti voi avete di meglio da fare, il sabato sera e la domenica pomeriggio. Ne consegue che mi ritrovo, proprio negli unici momenti di libertà, a vagare solitaria per i vari blog e a scrivere post e commenti che forse verranno letti il lunedì sera seguente, forse.
2) Quando sono giù di morale o non mi sento bene, spendo un sacco di soldi in libreria. Bhe, ne spendo parecchi anche quando sto bene, ma è innegabile che la libreria svolge una funzione consolatoria per me, più o meno come lo shopping per tanta altra gente: sono una "bookstore-victim".

Un esempio. Ieri, sabato lavorativo (come sempre) con intervallo per il pranzo un pò più lungo, ho chiuso il negozio alle 13,00 e mi sono presa un panino al bar di fronte. Poi sono uscita dal bar e mi sono ritrovata in mezzo ad una folla incredibile di maniaci dei saldi, armati di shoppers targate "Dolce e Gabbana", "Armani", "Yves Saint Laurent", "Gucci", etc.etc. Ho camminato velocemente, cercando di sfuggire all’orda barbarica, e senza rendermene conto mi sono ritrovata nella solita libreria di via Manzoni. Mi sono sentita subito meglio, vagando per gli scaffali nella libreria semideserta, così ho preso tempo, ho curiosato, valutato, sbirciato, ed alla fine sono arrivata alla cassa con tre bei libri, totale €.39,80. E’ chiaro che la terapia sta diventando piuttosto costosa, calcolando che difficilmente la interromperò prima di lasciare la cosiddetta valle di lacrime. I suddetti libri hanno i seguenti titoli:
"Il mio nome è rosso" di Orhan Pamuk "Una vita da lettore" di Nick Hornby (messaggio per Fastidiosetta: come vedi alla fine l’ho comprato) – "Vukovlad" di Paolo Mauresing.
Non credo che il primo titolo abbia bisogno di una spiegazione, mentre per il secondo mi sono fidata dell’autore, in memoria di "Alta Fedeltà". Anche il terzo l’ho comprato ricordando "La variante di Lüneburg" e "Canone inverso", ma anche sorvolando sul fatto che "Venere lesa" non mi era piaciuto granchè. Adesso me li coccolo, li posiziono sul ripiano proprio sopra lo schermo del pc, e aspetto di aver letto almeno "La lettera scarlatta" prima di iniziarne uno dei nuovi.

25 commenti

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25 risposte a “Consolatorio

  1. A me la lettera scarlatta non è piaciuta molto..avevo tante aspettative quando l’ho comprata… e poi…mi è sembrata incompleta.

  2. @Shaherazade: grazie per avermi lasciato il tuo parere, ti saprò dire qualcosa quando l’avrò letto.

  3. E’ vero, splinder è semivuoto il fine settimana; noi ci siamo sempre, ma il lavoro in questo periodo ci sta uccidendo… scusa se veniamo a trovarti un po’ di rado, in questo periodo…

  4. @ISognatori: figuriamoci! Voi avete tutte le ragioni per essere assenti (so bene che lavorate 7 giorni su 7) e malgrado questo vi trovo quasi sempre. A volte mi domando come fate…

  5. Hey, sono qui…Se può consolarti, ieri sera vagavo per la rete senza metà, fra i pensieri senza senso: chi ha detto che avere da fare, avere una vita attiva e vera, sia necessariamente andar fuori e rubare attimi di plasticata felicità? VIvere p anche questo, anzi soprattutto questo: pensare, leggere, scivere. Esistere, in definitiva!Ed i libri sono lì, la terapia più dolce e più vera… altre vite per prendere la nostra per mano e accompagnarci in cieli che non avremmo mai conosciuto da noi stessi…

  6. Ci sono anch’io, anche se un po’ febbricitante. I miei complimenti per il post: ho visualizzato la tua immagine (per così dire) mentre, a testa bassa, schivi le persone stracariche di buste piene di niente e ti fiondi in libreria. Io nella folla non so proprio vivere, vengo colto da raptus omicidi e attacchi misantropici. Nel mio camper ci sono il sottoscritto e il fido Bobby Cowell, e anche lì credo che uno dei due sia di troppo!Un forte abbraccio.

  7. Ciao Patty :)Anch’io qualche volta sono qua il fine settimana, non sono un animale mondano… e poi la folla mi fa gli stessi effetti che fa a Larry… brrr!Fra l’altro la book-therapy la conosco molto bene!Un saluto,Marina

  8. @BeataDiLuna-@LeonardoLisca-@Sonnenbarke:Grazie a tutti, ragazzi.Vorrei spiegarmi meglio; la mia vita è già parecchio piena, per il resto della settimana (lavoro, casa, marito, gatta, etc.etc.) e non cambierei i miei sabato sera e le domeniche pomeriggio per niente al mondo, essendo notoriamente un’orsa pigra e poco portata alla socializzazione (quattro persone per me sono già una folla).Inoltre le mie letture e il gruppo di blogghers che ho conosciuto qui e che continuo a conoscere danno al mio tempo libero un senso che non troverei mai altrove. Peccato soltanto che (spesso) il mio tempo libero non coincida con quello che gli altri dedicano ai blog. Lo so che ci siete, e questo è molto bello.^___^

  9. Vukovlad l’ho notato anche io sabato in libreria, facci sapere com’è ;)per il resto anche io ho notato la desolazione festiva della blogsfera e ci resto sempre un po’ male. Devo aggiungere, però, che spesso se sono depresso le librerie accuiscono il mio senso di solitudine, anche se comunque riempono il tempo che è un meraviglia!

  10. Come non ha bisogno di spiegazioni? E’ quello che mi ispira di più, ma non l’avevo mai sentito prima. Mi sto dimostrando ignorante?See ya!

  11. @Zeruhur: d’accordo, la cavia per Vukovlad la faccio io. Però mi devi spiegare perchè le librerie accrescono il tuo senso di solitudine.Per me sono dei “paesi dei balocchi”.@RObin: Orhan Pamuk, premio Nobel per la letteratura 2006. “Il mio nome è rosso” è ambientato ad Instanmboul nel 1591. Tra i miniaturisti del Sultano si nasconde un feroce assassino, per smascherarlo Nero è disposto a tutto, perchè da questo dipende il suo futuro e la sua felicità…

  12. perché girare per le librerie mi fa sentire terribilmente nerd :))

  13. Ciao Patty, ben ritrovata. Mi sembra che la terapia funzioni benissimo; pure io mi curo con dosi omeopatiche di libri e fumetti – a risentirne, purtroppo, è sempre il portafogli, ma almeno teniamo su la media italiana. Quando scrivono che un italiano legge un libro all’anno, penso che per un centinaio di libri che leggo io ci sono 99 italiani che battono la fiacca!Pamuk non si tocca! Hornby è una lettura che fa compagnia, arguta e divertente. Maurensig l’ho sganciato. Ha scritto delle cose mirabili (Luneburg, Canone inverso) ma anche delle ciofeche incredibili: Venere Lesa mi ha letteralmente imbarazzato; gli ho dato una seconda possibilità con Il guardiano dei sogni (che mi ha irritato: sembra scritto con Google!). Così mi sono detto che non mi avrà più.E ora vado a leggere qualche tuo post arretrato che mi son perso.Ammazza quanto leggi (e quanto posti!)8-)

  14. @Zeruhur: nerd?? Meglio nerd che lobotomizzati da discoteca. Io sono un pò troppo vecchia per dare una definizione, diciamo babbiona over45 bibliomane informatizzata?

  15. @Cigale: vedo che siamo d’accordo su tutto il fronte, solo che io ho voluto dare a Mauresing un’altra possibilità, dopo la delusione di “Venere lesa”. In quanto al leggere molto:si, è vero. E se ci riesco, scrivo un post per ogni libro che leggo. E’ questo lo scopo del mio blog; comunque anche tu, con la lunghezza dei commenti non scherzi.^___^

  16. Non amo i gialli, ma amo i gialli “d’epoca”, per cui è già in lista. Grazie per la sinossi ;-)See ya!

  17. io quando sono giù di morale di solito mi tuffo nella musica (fino a stordirmi, a volte). in certi casi non pensare si rivela indispensabile per la propria sopravvivenza……

  18. @RObin: non è propriamente un giallo, ed è anche un pò “pesantino” a quanto mi dicono, ma io non mi spavento.P.S. grazie per aver scomodato un termine così desueto in mio onore. Sei stato ispirato dalla mia autodefinizione nel commento n. 14?? :O)

  19. @Hengie: però converrai con me che leggere non significa smettere di pensare, piuttosto è concentrarsi su qualcosa che fino a quel momento era fuori dalla tua vita, e da quel momento in poi entra a farne parte…per lasciarti dentro qualcosa in più. ^___^

  20. Ohibò… O___oQuale sarebbe il termine desueto? O___o

  21. @RObin: erano secoli che non sentivo dire “sinossi”, forse perchè è da secoli che non studio più.

  22. hai fatto bene a prenderlo.così mi farai guadagnare punti con altop!^__^sono due posizioni sopra di te,ma cmq non ho raccimoalto punti.sono sempre a quota zero.uffi.un giorno mi dovrai portare nella libreria di via manzoni.

  23. @Fastidiosetta: li faccio guadagnare anche alla mia C.E.V., è dall’inizio che cel’ho in squadra! Per la libreria: tranquilla, fa parte del minitour che ho in mente per te ^___^

  24. e Il guardiano dei sogni di Maurensig non l’hai letto? Comunque, credo che la Variante di Luneburg resti la meglio di tutti i suoi!

  25. @Mynona: no, quello mi manca. Comunque neanche “Canone inverso” era male, fermo restando che “La variante di Luneburg resta il migliore.

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