Daisy Miller

daisy.jpgDaisy Miller – Henry James – Testo originale a fronte – Mondadori Oscar Classici – pagg.181 – €.6,80.

La voce narrante è quella di Frederick Forsyth Winterbourne, un giovane americano che vive e studia a Ginevra da anni, tanto da aver perso i contatti e la memoria dei suoi connazionali, ed essersi integrato perfettamente nell’alta società europea avendone assorbito gli usi e i costumi, nonché la mentalità. In visita da una vecchia zia che si trova a Vevey in villeggiatura, incontra una giovane americana, figlia di un industriale di provincia, di nome Daisy Miller. La ragazza, tanto bella quanto ingenua e spontanea, ovunque vada crea dei piccoli grandi scandali con il suo comportamento libero, incomprensibile e inammissibile per la buona società europea dell’epoca. Quando Daisy si reca a Roma, Winterbourne la raggiunge, affascinato dall’enigma di questa ragazza così inusuale; non riesce a capire se si trova davanti ad una civetta, leggera e intrigante o ad una ragazza molto ingenua che non conosce le “convenienze” e mette a repentaglio inconsapevolmente la sua “reputazione”. Capirà quando ormai sarà troppo tardi.

James mette a confronto i due mondi al di là e al di qua dell’oceano, e fa risaltare come, anche se la tecnologia riavvicina sempre più i continenti, rendendo i viaggi sempre più veloci e confortevoli, gli usi e i costumi nonché le mentalità restano separate da un abisso. L’ostracismo della “buona società” per tutti coloro che non vi si uniformano è implacabile. Molto belle le descrizioni psicologiche dei personaggi, soprattutto quelli femminili, come già avevo potuto constatare in “Washington Square”.

Riporto qui un’affermazione di H. James:

“Non si osserva – sapete – si immagina.[…] La distinzione tra osservazione e immaginazione è infida: una volta ammessa, essa mette in dubbio non solo cosa sia vero, ma gli stessi strumenti di verifica”.

8 commenti

Archiviato in libri

8 risposte a “Daisy Miller

  1. Ho letto e molto amato “Washington Square” e “Ritratto di signora”, ma questo… mi manca ;)Buon fine settimana!!! Simona

  2. ecco ho letto alcuni libri di James ma questo no:-(…tu l’hai letto?

  3. @Simona C: ti piacerebbe, ne sono sicura. Buon fine settimana a te!! (io lavoro, al sabato)@sorgoles: io parlo solo di quello che ho letto, per principio ;o)

  4. Mi ispira molto questo romanzo… peccato che ce l’abbia solo in inglese. Provvederò comunque perchè Henry James mi manca tutto.

  5. @princessbelle: ho provato a leggerlo senza guardare la traduzione, ma dopo un po mi sono resa conto che sarebbe stato un lavoro impegnativo, più che un piacere. Il mio inglese non è poi così buono :o(

  6. scusami per l’assenza di questi giorni, ma è stata dura non solo dormire ma anch respirare…questo libro di James non l’ho letto, ma il mio sguardo è stato colpito dalla parola tecnologia, tema a me caro, ciò significa che trasgredirò ai miei propositi di non acquistare altro in questo periodo…ma sono contenta così…

  7. @dreca: per dir la verità, il discorso della tecnologia e dello sviluppo che uniscono sempre più i due continenti è contenuto solo nella prefazione. In questo romanzo si vede come, all’epoca, il fenomeno dei viaggi e del turismo mette in contatto delle culture che fino ad allora si ignoravano vicendevolmente. Comunque è interessante.

  8. anonimo

    questo libro fu una lettura fruttuosissima!provate il carteggio aspernhaunt

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