Everyman

"Everyman" – Philip Roth – Einaudi – pagg.123 – €. 13,50 (sc.-30%)

Il racconto inizia dal funerale del protagonista, ex pubblicitario di successo con ben tre matrimoni distrutti e tre figli (due dal primo matrimonio e una dal secondo),e un fratello maggiore che lo adora. Gli ultimi anni della sua vita sono costellati da interventi chirurgici, malattie e morte, per lui e per le persone che ama. Si ritira in un centro residenziale per anziani ricchi sulla costa del New Jersey e per essere meno solo organizza corsi di pittura per i suoi coetanei e vicini di casa. Ma non serve a nulla: il rimorso per gli errori commessi nella sua vita, errori che lo hanno portato ad essere solo, e l’orrore della malattia e della morte che sono sempre presenti, tutto intorno a lui e dentro di lui, non gli danno tregua. Il suo peggiore difetto è stato quello di essere infedele, trascinato ad esserlo da un fisico esuberante e in apparenza indistruttibile, e dalla sua sensualità a volte incosciente. La vecchiaia e la malattia lo costringono a fare i conti col suo passato. Muore a settantun anni durante l’ennesimo intervento chirurgico.
Raccontato così sembra di una tetraggine inaudita, ma non lo è. I ricordi d’infanzia, dei suoi genitori, delle sue mogli (soprattutto la seconda) e dei suoi figli sono intensi e profondi, le domande che si pone e le risposte che si da ci fanno pensare.

12 commenti

Archiviato in libri

12 risposte a “Everyman

  1. E’ un autore che apprezzo molto.Buon week end, Patrizia!

  2. @anneheche: io lo adoro. Buon week end anche a te!

  3. Bellissimo il tuo blog :)Ho letto “pastorale americana” di Roth e l’ho apprezzato molto. Di questo non avveo mai letto recensioni, grazie :)LuisaMiao

  4. @LuisaMiao: benvenuta! Ti conosco per via di Zeruhur e sono contenta che tu sia passata di qui. Se ti interessa puoi trovare altre recensioni sui libri di Roth (“La macchia umana”, “Pastorale americana” e “Chiacchiere di bottega”) consultando l’elenco delle recensioni 2006 e 2007 (banner nella barra di sinistra).

  5. ciao, grazie del benvenuta :)avevo già letto qualche tuo post… mi piace proprio il tuo blog! a prestoLuisaMiao

  6. @LuisaMiao: a presto!! ^___^

  7. questo libro è eccezionale, sarà scontato quello che penso ma creare un libro in 120 pagine è -per me- indicazione di assoluta genialità. c’è tutto quello che serve per far vibrare le persone -e non la gente- . roth è un regalo che mi ha fatto una persona a cui tengo molto e lo sto leggendo un pò per volta, perchè mi rimanga sempre li, un volume nello scaffale dei libri da leggere. credo che ci sia tanto dello scrittore dentro quelle pagine, tanto roth, con drammi e perversioni. l’animale morente è ancora più bello, drammatico ed emozionante. se non ci si spaventa allora si prosegue.. sabbath aspetta (non me, mi ha già conquistata)ciao patty, buonagiornatadd.

  8. @didaquellavera: sono completamente d’accordo.C’è molto Philip Roth in tutto quel che scrive (sto pensando anche a “La macchia umana” e “Pastorale americana”). Dopo aver letto la tua recensione su “L’animale morente” ho deciso che leggerò anche quello, dopo “Lamento di Portnoy” e “Inganno”, che ho già comprati.

  9. Credo che leggerò anche questo; dopo “Pastorale americana” si trasformerà in un imperativo!Grazie 🙂

  10. @SimonaC: io intanto sto facendo incetta di tutti i suoi titoli….

  11. Non so come mai, ma non riesco ad accedere al tuo link relativo a “Pastorale americana”. Scrivo qui che l’ho divorato, trovandolo meraviglioso. Ne ho parlato un po’ da me; volevo inserire un riferimento al tuo post, spero di riuscirci in seguito!

  12. @SimonaC: adesso controllo come mai non funziona.

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