"Le voci di Marrakech" – Elias Canetti –  Biblioteca Adelphi – pagg. 126 – €. 11,00

Nel 1954 Elias Canetti soggiorna a Marrakech per un lungo periodo. Pur essendo un uomo  molto esperto di diverse culture, pur parlando correntemente svariate lingue, in questa occasione decide di non studiare la lingua e i dialetti berberi e di non prendere nessuna informazione sul luogo che visiterà. Non vuole farsi condizionare dalla conoscenza, ma vivere l’esperienza come un alieno che esplora un nuovo pianeta.
Ne nasceranno delle "note di viaggio", come lui le chiama, molto suggestive e profonde. Non comprendendo le parole, Canetti si lascia affascinare dai suoni e dalle intonazioni, dai colori e dagli odori, dai volti e dai luoghi, descrivendoli poi con una forza e una poesia veramente toccanti. Nel capitolo "Cantastorie e scrivani" l’autore si domanda se sia poi così nobile l’arte della parola scritta, ma subito dopo ne riconosce il valore.
Questo è, potendo, il modo giusto di viaggiare, non da turista ma da "viaggiatore".

6 commenti

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6 risposte a “

  1. Sarebbe interessante sapere quali passaggi del libro ti sono piaciuti, in particolare, di questo libro di Canetti. Ed eventualmente quali ti sono piaciuti di meno e perchè.

  2. @gabrilu:so di essere stata colpevolmente stringata e vaga. Ti prometto che tornerò sull’argomento appena avrò un po di tempo in più.

  3. anonimo

    beh io ho letto questo libro e potrei dirti molto a riguardo!!

  4. @utente anonimo: non ho capito né l’affermazione (come se io non l’avessi letto) né l’anonimato del commento. Vogliamo spiegarci meglio?!!

  5. ho letti canetti 10 anni fa. l’ho scoperto con quel meraviglioso, lungo racconto della sua infanzia e adolescenza. la lingua salvata. quasi quasi me lo rileggerei. e andrei a cercare questo che tu hai segnalato

  6. @francedice: anch’io ho letto “La lingua salvata” moltissimi anni fa. Poi ho provato a leggere “Auto da fé” l’anno scorso, ma non era il periodo giusto e l’ho lasciato a metà, anche se conto di riprenderlo, un giorno.

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