Siete pronti a vivere nel Paese degli Smemorati?

 

No?? Bhe, preparatevi allora, perché tira una brutta aria. Si parla di riscrivere i testi di storia, (ma riscriverli a cura di chi, di Dell’Utri???!!!) della  Nostra Storia, si tenta di abolire il 25 aprile come festa nazionale (Proposta di Gustavo Selva, senatore uscente del PDL), si bollano gli italiani che non accettano questo revisionismo come componenti de “L’Italia degli irriducibili” (da “Il Giornale”di Paolo Berlusconi).

Urge quindi fare un po di ripasso (si ringrazia La Specula, dal quale è tratto il seguente brano ): 

"Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e la fuga del re e di Badoglio del giorno seguente, i soldati italiani rimasero senza una guida. Il paese fu spaccato in due: il sud fu liberato dagli Alleati; al nord si costituì la Repubblica Sociale Italiana, stato fantoccio in mano ai tedeschi. I giovani del settentrione d’Italia, già arruolati o da arruolare, avevano una doppia scelta: andare coi ragazzi di Salò o disertare. Chi sceglieva quest’ultima strada, aveva anche un’ altra possibilità: scegliere di aggregarsi ad una formazione partigiana che si era prefissa il compito di cacciare l’invasore e costruire un paese libero e diverso. Erano nati i Comitati di Liberazione Nazionale, formati da partiti delle più disparate ideologie: comunisti, socialisti, democristiani, liberali, ecc.
Nel CLN vi erano gli attendisti, che si opponevano alla lotta armata e proponevano di aspettare l’arrivo degli Alleati, e gli azionisti, coloro che  ritenevano inevitabile passare per le armi. La linea che prevalse fu quest’ultima. Numerosi furono coloro che scelsero di andare spontaneamente con la guerriglia sulle montagne. Al di là delle idee politiche di ciascuna formazione, tutte le formazioni del CLN erano d’accordo sul fatto che l’obiettivo principale e comune era di cacciare l’invasore. Per il resto, come ad esempio la questione istituzionale, si sarebbe potuto discutere in seguito.
La guerra partigiana non è stata combattuta da una élite, ma è stata lotta di popolo. Molti che non impugnarono le armi hanno aderito al movimento di liberazione con apporto logistico o protezioni varie. Il 25 aprile 1945 è stato solo il giorno in cui fu dichiarata l’insurrezione nazionale che coincide con l’abbandono di Milano da parte dei tedeschi.
C’è anche da precisare che delle città del nord, come Genova e Alba, furono liberate il giorno seguente solo dalle forze partigiane accompagnate dalla sollevazione popolare. Il 1 maggio l’Italia settentrionale è del tutto libera,
mentre il giorno dopo l’Armata Rossa giunge a Berlino e Hitler si suicida nel suo bunker. La guerra è finita, almeno in Europa.
Intanto il 29 aprile Mussolini fu catturato (mentre cercava di fuggire in Svizzera per riparare nella Spagna franchista), fucilato e il suo corpo esposto a Piazzale Loreto a Milano.
Oggi diversi storici si occupano di ciò che accadde nell’Italia del nord dopo il 25 aprile. Le ultime pubblicazioni sull’argomento sono del giornalista Giampaolo Pansa. Non è possibile in questa sede trattare a fondo l’argomento, ma a grandi linee possiamo affermare che in base a ricerche effettuate da Pansa, per tutto il 1945 e anche dopo furono assassinate numerose persone in modo sommario per aver partecipato alle milizie repubblichine, per essere stati collusi con il rinnegato regime o solo per essere sospettate di tali fatti. Insomma, si parla della resa dei conti, con tutte le sue possibili interpretazioni.
Chi fosse interessato potrebbe leggere uno dei libri di quest’autore su questa materia. Qui non si vuole esprimere un giudizio su queste opere. Ciò che conta è mettere in chiaro che il 25 aprile è festa di tutti, della Liberazione di tutta l’Italia e tutti gli italiani dall’oppressione. La nostra Repubblica e la Costituzione che ne è il fondamento sono i risultati tangibili di quella lotta.
IL 25 aprile non è “il giorno in cui conigli si proclamarono eroi”, come fu scritto su uno striscione in uno stadio qualche anno fa. La Resistenza è stata il “biglietto” – per utilizzare un’espressione di Giorgio Bocca – che ha permesso all’Italia superare la vergogna del ventennio precedente.
Ben venga la verità storica, ma nessuna possibilità sia data al revisionismo. Si tenga ben in mente, piaccia o no, che da sempre, chi perde una guerra è vittima della vendetta, anche sommaria, dei vincitori. Nel condannare gli eccessi si tenga sempre a mente che non devono essere episodi come quelli descritti dal giornalista a mettere in dubbio il significato della Resistenza."

Dal manifesto unitario delle associazioni combattentistiche e partigiane, riporto il seguente appello:

«A sessant’anni dal 1° gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l’Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento. Permangono, d’altro canto, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i "repubblichini", sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati».

 

Qui si tratta di confondere la Liberazione con qualcosa di diverso dalla fine della guerra mondiale e del giogo fascista sull’Italia. Lo afferma chiaro il segretario del Pd Walter Veltroni:

«Il 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani, per ricordare il giorno in cui è stata restituita la libertà di dire ciò che si pensa, la libertà di votare, la libertà di stare in un partito, di fare un sindacato e di essere ebrei senza finire in un campo di sterminio. Non ci deve essere nessun italiano che considera questo giorno altro che una festa di tutti gli italiani, la festa della Liberazione».

P.S.  Sento una grande nostalgia di Sandro Pertini e Enrico Berlinguer!!!!

17 commenti

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17 risposte a “

  1. Proprio per questo il 25 Aprile deve essere vissuto due volte: prima davanti alla memoria e al sacrificio dei nostri padri, poi volgendo lo sguardo al nostro futuro e armandoci dello stesso coraggio per sconfiggere la falsità che ancora oggi ci tiene imbavagliati. Ad oggi di libertà mi sembra che ne abbiamo poca: – una legge elettorale democratica “a metà”; – un’informazione serva della politica; – 100 condannati in via definitiva per reati finanziari, di mafia e di abuso d’ufficio… siedono al Parlamento e pretendono di fare Legge.Dopo la commemorazione: V2-DAY il 25 Aprile in più di 460 piazze d’Italia.

  2. mi fa tristezza che nessuno ricordi che la Resistenza non fu mai connotata solo da un’ideologia politica come molti credono

  3. paoloborrello

    Siamo già un paese di smemorati e quindi hai fatto benissimo a ricordare certe cose. Stasera inserirò anche io un post per ricordare. Ciaowww.paoloborrello.ilcannocchiale.it

  4. L’intervista di Dell’Utri, rilasciata all’indomani delle elezioni, in un Paese normale sarebbe bastata per far perdere alla sua parte politica un sacco di voti. Gli elettori italiani, invece, lo hanno premiato.Insomma Patty, ormai son giunto a credere che quel che abbiamo è quel che ci meritiamo. See ya!

  5. Le persone che la memoria invece ce l’hanno e forte, devono fare come in FAHRENHEIT 451, ogni uomo si fa memoria di un pezzo di quella storia o di tutta, senza permettere a nessuno di oscurarla.

  6. Ritorno in grande stile il tuo, Patty!!!Un bacione

  7. anonimo

    Concordo con Zeruhur, e questo è stato un grave errore.La Liberazione, non appartiene solo a una parte politica, ma deve essere patrimonio di tutti gli Italiani che hanno combattuto per ridare dignità e democrazia al Ns. Paese. Per quanto riguarda il dopo 45, consiglio di leggere i libri di Pansa,anche se certe verità possono far male.Anna.

  8. Almeno, qui, c’è qualcuno che ricorda!I miei coetanei, oggi sono felici solo perchè è festa e si fa il ponte.Amaro presente (del futuro, ho paura)….E questo è il fiore del Partigiano, morto per la Libertà…

  9. Ps: andrai in manifestazione, pomeriggio?

  10. BibiChen

    grande giorno di libertà e laicità il 25 aprile… lo sento e lo vivo così… un giorno, di fiducia in quello che siamo stati e in quello che “potremmo” essere..

  11. diebugger: mi dispiace ma il referendum è stato vanificato dalle recenti elezioni. Dovrete rifare tutto da capo. @Zeruhur: era soprattutto questo fatto che mi premeva di ricordare a tutti.@paoloborrello: ho provato a venire a leggere da te, ma non ci sono riuscita :o(@RObin: non hai tutti i torti. Ce la siamo proprio voluta.@aleike: la memoria verbale non può contrastare la stampa e le televisioni, ahimè!! “Libero” ieri titolava a caratteri cubitali: “La festa dei banditi”. Non ho parole, e meno male che non le ho, perché sarebbero molto volgari e violente.@Gonzolettore: quando ce vò, ce vò!!! Grazie ^____^ e un bacione anche da parte mia.@Anna: sicuramente vanno letti anche quelli, ma da lì a vanificare il senso della Liberazione e della Resistenza, ce ne vuole!!@SoleLuna90: i tuoi coetanei sono ignari (e ignoranti per la maggior parte) di quella che è stata la nostra Storia, e la colpa è soprattutto dei genitori e dei nonni che non gli hanno spiegato correttamente gli avvenimenti del nostro passato recente (perché 60 anni non sono poi così tanti).Comunque ci vado, ci vado!@BibiChen: potremo ancora esserlo? Non lo so, ormai mi sembra che gli italiani sappiano guardare solo al loro tornaconto strettamente personale, di ideali non se ne vedono più, in giro.

  12. Io pure, che di base violenta e volgare non sono, di fronte a certe esternazioni, penso cose irripetibili.

  13. @aleike: gli avvenimenti degli ultimi anni stanno tirando fuori, insieme a tutto il resto (leggi ribellione, sconcerto, ricerca di una via d’uscita dalla situazione attuale) la parte peggiore di me, quella che s’in****a come una iena. E pensare che è così difficile farmi uscire dai gangheri!

  14. sottoscrivo in toto…

  15. Le amministrative confermano questo vento di destra, qui a Foggia trionfo del candidato del centro-destra, e Roma per ora nelle mani di Alemanno.Non aggiungo altro, vado a camminare un po’ per scaricarmi.

  16. @aleike: il fatto che me l’aspettavo non mi rende certo il colpo meno duro. Tu cammini per scaricarti, io ho comprato una bicicletta e ci sto andando al lavoro tutti i giorni e a zonzo la domenica (se non piove). Peccato che le palestre non mi piacciono, altrimenti mi iscriverei a un corso di boxe. Coraggio, è passato Napoleone, passerà anche questa (o no?).

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