Libri letti di recente parte prima

Preparatevi perché sono parecchi, comunque li suddividerò in due o tre post (forse quattro).

"David Golder" – Irène Némirovsky – Adelphi – pagg. 180 – €. 16,00

Romanzo d’esordio che decretò il successo dell’autrice nel 1929, "David Golder" getta una luce sinistra sui retroscena dell’alta finanza e sul mondo scintillante e fasullo, patetico e pacchiano dei nuovi ricchi. Su questo sfondo si svolge la vita e si consuma il destino del vecchio e spietato banchiere ebreo.
Il protagonista è duro, cinico, eppure solo e infelice. Ha una moglie che lo odia e lo sfrutterà fino alla fine, sperando solo che muoia quando ancora il suo capitale è intatto, una figlia vanesia egoista e viziata, che lui ama nonostante tutto, anche dopo la tremenda rivelazione…
Ormai avrete capito che io adoro la Némirovsky, a mio avviso questo è un altro dei suoi capolavori.

"Operazione Shylock" – Philip Roth – Einaudi ET – pagg. 457 – €. 11,00 (sc.30%)

Delirante commedia a sfondo giallo che si svolge a Gerusalemme. Philip Roth  incontra  il suo sosia, che come lui  si chiama  Philip Roth e sfrutta  il nome dello scrittore per attuare i suoi folli piani.  Strane connessioni con il Mossad,  un vecchio amico palestinese che forse è una spia,  un presunto criminale di guerra processato: nulla è quel che sembra, o forse si.  Fino alla fine  elementi di  realtà  e di presunta invenzione si intrecciano  e si sovrappongono  lasciando  il lettore nel dubbio, sempre in bilico fra realtà e finzione, serietà e comicità raffinata, storia e incubo.
Un altro dei miei scrittori preferiti, che non mi delude mai.

"Le rondini di Kabul" – Yasmina Khadra – Mondadori Oscar Piccola Biblioteca – pagg. 148 – €. 8,40

Quattro personaggi si muovono sullo sfondo della Kabul integralista: Atiq è il guardiano del carcere che non sopporta più il ritmo folle e insensato delle esecuzioni. Sua moglie Mussarat sta morendo per una malattia incurabile. Mohsen è un borghese decaduto e sua moglie Zunaira è un ex avvocato sostenitrice della causa femminista. Ognuno di loro vive a modo suo l’incubo dell’integralismo: con la pazzia, la resistenza, la sottomissione e la fuga nel sogno. Qualcuno morirà, qualcuno beneficerà del sacrificio dell’altro e troverà il suo futuro nella fuga.
Leggere questo romanzo vi scaraventerà in una dimensione di pura follia ( purtroppo reale) dove si confondono i confini tra vita, amore, morte e sopravvivenza. Khadra scrive in uno stile ricco e poetico, senza nascondere nulla della realtà araba che lui conosce profondamente.

[…Un bagno al vetriolo da cui si esce sconvolti, un romanzo straordinario che è anche un grandioso inno alla donna, da una delle più importanti voci del mondo arabo.]

10 commenti

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10 risposte a “Libri letti di recente parte prima

  1. Le Rondini di Kabul, interessante… Lo inserisco nella lista dei libri da leggere!Baci

  2. Roth è straordinario e secondo me ha un’interpretazione dell’ebraismo non stereotipata come N., soprattutto nell’ultimo libro, che diversamente da David Golder, sfiora il grottesco. Ma questa è un’opinione personale.”Cani e lupi” l’ho trovato addirittura fastidioso, sembra che lei stessa assuma l’atteggiamento dei gentili verso un’ebraicità che pare rinnegare. Vabbé il mondo gira lo stesso 😉 ciaocris

  3. @Cooman: leggilo senz’altro! E’ molto bello, come tutti i romanzi di Yasmina Khadra.@khinna: sarà perché la N. stava disperatamente tentando di salvarsi la pelle (cosa che comunque non le è riuscita)?

  4. Senza nulla togliere a Roth, che considero un grandissimo autore, e senza nulla voler concedere a Irène Némirovsky, che effettivamente ha un modo molto particolare di descrivere gli ebrei, penso però che bisogna anche tener presente che essere un uomo ebreo americano nato e cresciuto negli USA ed essere una donna ebrea fuggita dalla Russia dei pogrom (si, perchè il pogrom di I cani e i lupi la N. l’ha vissuto in prima persona e sapeva bene per esperienza diretta e non per sentito dire cosa fossero) per poi ritrovarsi anni dopo nel Paese della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo ebrea braccata dai nazisti forse non è esattamente la stessa cosa. Le storie individuali e le esperienze personali sono tutte diverse, al di là delle etichette di razza, di religione, di ideologie politiche etc. e bisogna tenerne conto, io credo. Il rapporto della N. con le sue radici ebraiche io credo fosse fortissimo, forse addirittura troppo, e forse e proprio per questo tanto travagliato. Dire poi che lei scriveva così “per salvarsi la pelle” mi sembra riduttivo anche perchè lei scriveva in quel modo anche molto prima dell’occupazione nazista. C’è dunque da cercare di capire il perchè senza cadere, a nostra volta, negli stereotipi del “politically correct”. Che sempre stereotipi sono. Grazie e scusate l’intrusione.

  5. Ciao Patty, I cani e i lupi lo sto leggendo ora e per adesso mi piace, gli altri due ce li ho in coda…A presto!E ci vediamo su anobii per la sfida delle scrittrici…

  6. Aspettavo di leggere cosa pensavi de “Le rondini di kabul” e devo dire che adesso ho ancora più voglia di leggerlo (è già nella mia Wish List da tempo).Grazie :DLuisaMiao

  7. @gabrilu: hai ragione, dire quello che ho detto io è piuttosto riduttivo e incompleto. Come al solito. Intendevo dire che, se in “I cani e i lupi” la N. ha “calcato la penna” un po più del solito, può anche essere comprensibile, data la situazione pericolosa (direi fatale) nella quale si trovava, anche se gli altri suoi romanzi non sono da meno, sotto questo punto di vista. E’ vero, è facile per un ebreo americano nato e vissuto in America vivere le proprie origini con una certa rilassatezza. Grazie per il tuo intervento, come sempre pertinente e chiarificatore. Ho lanciato la mia battuta un po troppo rapidamente e quindi non si è capito nulla di ciò che effettivamente pensavo.

  8. @Gonzolettore: benissimo! Così poi sentiamo cosa ne pensi tu. Non vedo l’ora, come non vedo l’ora di lanciarmi nelle prossime sfide (ho in mente di partecipare anche a quella dei “mattonazzi”).@LuisaMiao: a me è piaciuto molto, adesso non vedo l’ora di leggere “Cosa sognano i lupi”, sempre di Khadra. Grazie a te e a presto!

  9. Patty, guarda che io non intendevo affatto muovere una critica nè a te nè ad altri. Volevo solo dire che “il caso N.” è complesso (come tutte le storie di qualunque essere umano, d’altra parte). Non per niente anche i suoi biografi dedicano pagine e pagine al tema del suo rapporto con l’ebraismo. Credo anche che in esso grandissima parte abbia avuto la sua esperienza familiare: quell’arpia di madre tremenda che si ritrovava e che ormai noi tutti ben conosciamo, ma anche il padre… credo proprio le abbia fornito parecchi spunti. Se lei poi ne fosse sempre consapevole non so. Penso che prima o poi Adelphi pubblicherà in italiano anche Le maitre des ames. Ti consiglio di leggerlo. Ti piacerà, ne sono sicura, perchè c’è poco da fare, la N. era una grandissima scrittrice. Ma anche lì, vedessi come descrive gli ebrei… Ne ho scritto qualche mese fa sul mio blog, se ti va di darci un’occhiata

  10. @gabrilu: sai che ormai sono una “némirovskiana” irriducibile, non me ne sono fatta scappare neanche uno, dei suoi romanzi e racconti, quindi mi tufferò anche su “Le maitre des ames” non appena sarà disponibile. Grazie dell’informazione. Nel frattempo vengo a leggere il tuo post, che devo confessare di essermi persa…

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