Un discorso serio

Sul blog dei Sognatori c’è un post  (QUESTO) che solleva un discorso che riguarda tutti i lettori, nessuno escluso, e che a me sta molto a cuore. Si parla di scrittori esordienti, di case editrici piccole ed indipendenti e di come sia difficile che il lettore si lanci a sperimentare nuove strade malgrado le recensioni positive e numerose che appaiono su blogs come il mio, tenuti da lettori appassionati, persone che non hanno nessun interesse, né economico né clientelare, a parlar bene di un lavoro di uno scrittore sconosciuto o quasi, edito da una casa editrice sconosciuta o quasi. Abbiate la pazienza di leggerlo fino in fondo, anche se è un po lungo, perché ne vale la pena. Una volta letto, la domanda che si è affacciata alla mia mente è stata:
"L’impegno che mettiamo in questa piccola impresa ha una sua ragion d’essere o sono solo energie e tempo sprecati?"

8 commenti

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8 risposte a “Un discorso serio

  1. …e la risposta dipende da un’altra domanda: dipende da cosa avevamo in mente quando ci siamo inerpicati per questa strada.Che nessuno regala niente, lo sapevamo anche prima. Che l’homo sapiens esiti a compiere quell’ultimo click, accampando mille pretesti, anche.A volte per iniziare col piede giusto ci deve bastare l’intima consapevolezza di aver fatto le cose per bene.Vlad

  2. per quanto mi riguarda accade questo: quando leggo una tua recensione mi vien subito voglia di comprare il libro.cavolo…dico sul serio.mi faresti entusiasmare anche con la recensione d’un giornaletto porno.poi succede che vado in libreria e li non sono più padrona di me.tutte le idee che avevo prima di entrare svaniscono e inizio un viaggio,determinato non so ancora bene da cosa, fra gli scaffali.e ovviamente in libreria,oltre ai grandi classici…in prima linea vengono esposti i libri più commerciali.insomma,bisognerebbe avere dei tutor che ci rammentino le recensioni del tutto sincere e disinteressate come le tue.oibò,scusa la logorrea.ciao carissima.

  3. @Vlad: le cose per bene cerchiamo sempre di farle, ma qui sembra di dover costruire dei castelli di carte nella tempesta. Tutti dicono:”Si, brava, è giusto sostenere e diffondere blablabla, ma poi ci fosse uno che il tal libro se lo legge veramente! Poi magari vanno a comprarsi il bluff editoriale del momento (e magari non lo dicono a nessuno perché un po si vergognano).

  4. @fastidiosetta: cara amica, il passettino in più che tutti alla fine NON fanno, è quello di cercare, solitamente via internet (trattandosi di piccola editoria indipendente) il titolo che ci sembra interessante, e ordinarlo.Solitamente il costo è sensibilmente inferiore a quello del best seller della settimana (che, molto spesso, subito dopo ci si pente di aver acquistato). E io potrei anche fregarmene allegramente, non ci perdo e non ci guadagno nulla, ma questo meccanismo mentale sta facendo proliferare la spazzatura, ingrassare i colossi dell’editoria e morire delle piccole case editrici di qualità che si prendono la briga di scoprire e pubblicare dei talenti ancora sconosciuti.Di questo passo i Moccia ingrassano e la letteratura italiana si mummifica.Poi c’è anche il discorso, giustissimo, che ci sono talmente tanti classici e scrittori universalmente riconosciuti come grandi, che in una vita non si riesce a leggerli tutti. Ma cosa ne sarebbe stato, di questi grandi, se anche in altre epoche avessero fatto lo stesso discorso? Io e tanti altri stiamo facendo da primo filtro alle scelte di lettura, cercando di suggerire quel che di nuovo e di buono c’è in giro, sempre secondo il nostro modestissimo parere.

  5. Purtroppo emergere nel panorama editoriale italiano è impresa ardua. Per come la vedo io, in questo momento, o hai alle spalle una robusta spinta dall’alto o devi sperare in un robusto colpo di fortuna. Casualmente le stesse cose che più o meno occorrono per trovar lavoro.Un sorriso.^____^

  6. Si cara,concordo con te.Entrare in una libreria e vedere li in prima fila..belli esposti quei libri terribili di Moccia o dei vari comici di Zelig(non che io abbia qualcosa in contrario,che ci siano anche,ma la letteratura è altro e va tutelata)è uno spettacolo che fa male al cuore di chiunque ami sinceramente leggere.Quei pochi libri che ho acquistato su internet ,perchè introvabili altrove,sono stati sempre una piacevole sorpresa.Inoltre consiglio a tutti di fermarsi nelle piccole librerie(e non solo in quelle di grandi catene)perchè spesso si trovano proprietari competenti pronti a consigliarti delle vere e proprie chicche.E meno male ai blog come il tuo.E alla coerenza che hai avuto in tutto questo tempo passato qui.Un abbraccio.

  7. @keypaxx: sta a noi scegliere. Siamo noi, con le nostre scelte i nostri acquisti e i nostri giudizi, che decretiamo il valore degli scrittori emergenti e permettiamo di sopravvivere alle piccole case editrici serie e indipendenti. Certo che siamo in pochi, ma qui la fortuna non c’entra, e le spinte non dovrebbero entrarci, se ci basassimo solo sul giudizio dei lettori, cosa che io faccio ormai da molti anni.

  8. @fastidiosetta: ti ringrazio per le belle parole. Ultimamente ho smosso mari e monti per trovare un romanzo che volevo leggere assolutamente. Sono arrivata a chiedere ad una mia vicina di negozio che abita a Novara, se nella piccola libreria della sua città erano in grado di procurarmelo. Sai cosa mi hanno risposto? “Non c’è problema, glielo consegno fra tre giorni”. Che meraviglia!!!

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