"Io sono un gatto" – Natsume Sōseki – Neri Pozza – pagg. 510 – €.18,00

Tokio, primi del ‘900. Un giovane gatto senza nome vive nella casa di un professore di liceo. Non è molto amato in quella famiglia, ma lui non se ne cura perché è un gatto filosofo e appassionato dello studio del genere umano, e quella casa è un ottimo luogo per studiare le follie e le nevrosi degli umani. Con occhio attento e una buona dose di humor, ci riferisce quello che accade e ne trae delle sagge conclusioni, da buon rappresentante della sua razza. Il suo padrone si atteggia a grande studioso, ma in realtà, sui libri, prevalentemente ci dorme, e pur essendo un insegnante d’inglese, di questa lingua conosce ben poco. Spadroneggia in casa per rifarsi delle umiliazioni che subisce fuori. La moglie lo considera ancora meno degli altri, e le tre figlie, ancora piccole, sono brutte e non molto intelligenti. Nella casa del professore vanno e vengono ospiti quantomeno curiosi. Quello che si atteggia a scienziato, quello che si crede un poeta, il saggio che ripete all’infinito le massime zen, il libertino superficiale che prende in giro tutti raccontando un sacco di frottole.
All’orecchio del nostro gatto si offrono discussioni strampalate e dialoghi surreali, che mostrano a quale livello di insensatezza è giunta la società giapponese all’inizio del XX secolo. Si imita l’Occidente solo nei suoi aspetti peggiori e, travisandoli, li si porta all’estremo, pur mescolando tracce di tradizione Orientale, naturalmente quelle più dannose e retrograde.
Questa satira della società giapponese è veramente divertente, oltre che istruttiva. La traduzione è completata da un glossario dei termini riguardanti gli oggetti di uso comune, i cibi, i personaggi storici e mitologici, informazioni sugli artisti giapponesi. Raccontato da un gatto, il mondo si mostra in una diversa prospettiva, ma attenzione: questo non è un gatto qualunque.
Natsume S
ōseki è considerato fra i più grandi scrittori del Giappone moderno, maestro riconosciuto di Tanizaki, Kawabata e Mishima. Nasce nel 1867 a Edo da un samurai di basso rango, ultimo di otto figli. Dopo un’infanzia e un’adolescenza travagliate a causa delle vicissitudini familiari, si laurea in letteratura inglese ( ma studia anche letteratura cinese). Nel 1905 pubblica "Io sono un gatto", seguono "Botchan" nel 1906 e "Sanshirō" nel 1908. Tra le altre sue opere: "Il viandante", "Erba lungo la via" e i due grandi romanzi "Guanciale d’erba" e "Il cuore delle cose". Muore nel 1916 a soli 49 anni.

10 commenti

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10 risposte a “

  1. Libro che avevo già in lista tra quelli da leggere, idea che hai rafforzato.

  2. Come dimenticarsi questo libro!!! Molto bello e interessante la figura di Soseki 😉

  3. Una storia interessante e anche divertente sotto alcuni aspetti…dovrò leggerlo!

  4. a causa di voglie di lettura più prepotenti io ancora non l’ho finito…però fino a più della metà (il punto in cui sono arrivata) è veramente una piacevole lettura.Sullo stesso genere, sempre di Soseki, ti consiglio Il signorino.

  5. È da un bel po’ che lo adocchio… Grazie per la recensione, mi pare bello 🙂

  6. @Harion: proprio vero!!@caterinaarmenta: vale la pena.@dreca: in effetti è un po lunghino, e pesante da portare in giro. Ma l’ho letto con gran piacere.Grazie per il consiglio.@Sonnenbarke: credo che ti piacerà. Grazie a te!

  7. Dopo la tua recensione mi sono convinta!!! E’ da tempo che sono attratta da questo libro ma temevo che il mio amore per i gatti, il piacere della letteratura giapponese e la mia fedeltà a Neri Pozza fossero forse fuorvianti, un po’ come quando si compra un libro perchè attratti soprattutto dalla copertina!!! Credo che mi piacerà, lo metto in lista! Grazie e complimenti per il blog!!!

  8. Bello questo posto! La realtà vista da un gatto deve essere interessante, ma qui forse è un espediente per raccontare un mondo a mille miglia da noi (anche culturalmente).Ho notato gusti affini… tornerò! Cassandra

  9. @missmeletta: anch’io ci ho messo parecchi tempo prima di comprarlo (anche per il prezzo) ma poi non me ne sono pentita.Grazie per i complimenti.@Cassandra: grazie anche a te. Dici che abbiamo gusti affini? Vengo presto a trovarti!!

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