"Kafka sulla spiaggia" – Murakami Haruki – Einaudi – pagg. 522 – €. 20,00 (acquistato con lo sconto del 25%)

Tamura Kafka (questo è il nome che si è scelto), a 15 anni abbandona la casa dove viveva col padre per sfuggire (o forse adempiere) alla profezia, molto simile ad una maledizione (citazione e riferimento a Edipo), lanciatagli dal genitore, un artista folle.
Nakata è un uomo anziano, che a causa di un misterioso fenomeno paranormale nel quale  è rimasto coinvolto da bambino, ha perso la memoria e la capacità di leggere e scrivere, ma ha acquisito altre capacità uniche, tra le quali quella di parlare con i gatti (questo è un chiaro omaggio di Murakami a Natsume S
ōseki, del quale fa leggere a Tamura Kafka l’opera omnia mentre si trova in una biblioteca molto speciale).
Le strade dei due protagonisti viaggiano parallele, attraverso percorsi onirici e accadimenti simbolici che li porteranno ad influire l’uno sulla vita dell’altro, ma senza mai incontrarsi.
A volte (come in questo caso) Murakami supera un poco la soglia entro la quale accetto di farmi trasportare dal sogno e dal simbolismo da fiaba. Malgrado ciò  ci sono molti passaggi che mi sono piaciuti, ad esempio quello in cui ci si addentra nel discorso della musica classica e dei suoi Maestri, nonché dei suoi effetti sull’animo umano. I personaggi sono molto ben descritti ed originali: Nakata è eccezionale, sembra Chance, il giardiniere di "Oltre il giardino", ed i gatti coi quali parla sono anche loro dei veri personaggi.
Il signor Ôshima, bibliotecario, potrebbe tranquillamente essere  il protagonista principale, anche se non è questo il suo ruolo in questo contesto: di sesso indefinibile, con una cultura smisurata da autodidatta, saggio, acuto e profondo malgrado la sua giovane età, come del resto è molto maturo il protagonista Tamura Kafka, nonostante i suoi 15 anni.
Fermo restando che ho preferito di gran lunga "Norwegian wood" ed anche "Dance, dance, dance", devo ammettere che Murakami resta sempre e comunque un autore che leggo con piacere.

16 commenti

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16 risposte a “

  1. l’avevo visto di sfuggita in libreria. comincia a incuriosirmi, penso che la prossima volta lo prenderò 🙂

  2. @Joey106r: casomai vai a leggere la recensione su http://elisaday.splinder.com

  3. L’ho preso in biblioteca, lo leggerò appena avrò finito “Lasciami entrare” di Lindqvist.Però non nutro grandi aspettative… con Murakami mi è andata sempre male!

  4. @IsabelleTostin: davvero, Valeria? Hai già letto anche “Norwegian wood”??

  5. Sì, e anche “L’uccello che girava le viti del mondo”. Nulla con tutti e due! :-/

  6. E pensare che l’anno scorso l’ho trovato a metà prezzo al Libraccio, dovevo prenderlo! A presto! Bacio

  7. @IsabelleTostin: niente, allora è meglio lasciar perdere. Inutile voler farsi piacere un autore a tutti i costi;o)

  8. @Cooman sloggata: ma l’anno scorso era appena uscito! Dev’essere stato un regalo non gradito…

  9. anonimo

    Io ho adorato Norwegian wood e La ragazza dello sputnik. Adesso sto leggendo l’elefante scompraso e altri racconti che Einaudi ha da poco ripubblicato. Per Kafka aspetterò l’edizione economicaMirko

  10. @Mirko: “La ragazza dello Sputnik” mi manca, ma ho qui da leggere “After dark”, lo attaccherò più avanti. Troppo Murakami fa male ^____^

  11. Ecco a me After Dark non è piaciuto molto, troppo “incompiuto” per i miei gusti, è più un racconto lungo che un romanzo. E le interessanti tematiche presenti non sono state sviluppate a dovere secondo me…Ma è lo stile onirico di Murakami…Mirko

  12. anonimo

    Ah, ecco il link del mio commento ad After Dark (così faccio un po’ di pubblicità al bookclub a cui a volte partecipo…. accorrete in numerosi XD)http://www.dreamerscorner.net/public/bookclub/?p=37#comment-105Mirko

  13. concordo su tutto.murakami a volte esagera un pelino.vedi nel libro L’uccello che girava le viti del mondo.Però i suoi personaggi son sempre ben descritti.

  14. @Mirko: preferisco leggere prima “After dark” e poi confrontarmi con il tuo post, dato che ormai l’ho comprato. Ti saprò dire.@fastidiosetta: ogni tanto ci troviamo d’accordo ^____^ E mi fa piacere che anche a te faccia lo stesso effetto, visto che molti altri prediligono proprio l’aspetto marcatamente onirico e fantastico di Murakami, al contrario di noi due.

  15. Ciao Patty, innanzitutto ti ringrazio tantissimo per aver esposto il nostro banner :)Detto questo, Murakami è uno dei miei scrittori preferiti, di cui però sono riuscita a leggere poco perché – purtroppo – in Italia è stato pubblicato, ma soprattutto ristampato, col contagocce. Fatta eccezione per i suoi masterpiece e per alcune opere recenti, gli altri suoi lavori sono quasi introvabili. Mi incuriosiscono soprattutto “A sud del confine, a Ovest del sole” e “Sotto il segno della pecora”, talmente introvabili da essere quasi leggenda!Ho finito proprio in questi giorni “L’uccello che girava le viti del mondo” e, per quanto resti comunque al di sopra della media rispetto alla stragrande maggioranza degli autori contemporanei, le mie impressioni finali sono simili a quelle che descrivi per “Kafka sulla spiaggia”. Comunque mi hai incuriosito, penso che leggerò anche questo! 🙂

  16. @elenaS83: l’esposizione del vostro banner era doverosa, in un blog come questo che, oltre a parlare di letteratura in genere, tiene d’occhio gli scrittori esordienti e il mondo dell’editoria italiana. Appena posso scriverò un post esplicativo a riguardo.Su Murakami, pare che le nostre reazioni siano identiche, e mi fa piacere per una volta, non essere sola, siamo più di quanto pensassi.

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