Cercando il lato positivo, che non c’è.

Per non affondare, quando ci si ritrova di punto in bianco davanti al crollo delle poche certezze che si credeva di essersi costruite durante tanti anni della propria vita (diciamo più di 30 anni), cosa si può fare?
Nell’ultimo mese mi sono posta molte volte questa domanda, e sono andata via via scartando mille ipotesi, alcune le ho tenute in sospeso, altre mi ronzano ancora nella testa cercando una forma concreta nella quale realizzare l’idea. Attenendosi alla cruda realtà attuale emerge questo quadro:
ho 48 anni il mese prossimo, ho dovuto interrompere gli studi a 15 anni per andare a lavorare, sono un’autodidatta senza nessun diploma, la cultura che mi sono costruita non mi è di nessuna utilità per trovare un nuovo lavoro (la passione per la letteratura non ha mai sfamato nessuno, soprattutto se non si è laureati), ho fatto mille mestieri, tutti abbastanza bene, con impegno e passione, le mie competenze tecniche sono troppo vecchie, superate ormai da mille anni luce, giacché la tecnologia avanza velocissima e chi non si aggiorna è perduto. Ah, dimenticavo due piccoli particolari: lo stipendio di mio marito da solo non basta, e se non rientro in fretta nel mondo del lavoro mi ritroverò con una pensione ridicola, a 60 anni, forse, se nel frattempo i nostri governanti non l’avranno fatta slittare ancora più in là. Questo è il quadro.

Mi piacerebbe sfruttare il periodo dell’indennità di disoccupazione facendo qualcosa di costruttivo per me, per esempio dei corsi intensivi di inglese e francese a livello superiore di quello da me raggiunto finora. Mi piacerebbe anche aggiornare e ampliare la mia conoscenza dell’informatica. Mi è anche balenata nella mente l’idea di trasformare la mia casa in un allevamento di gatti, Norvegesi delle foreste, penso. Ma mi rendo conto che sono tutte cose per niente risolutive, benché appaganti.

Questo post ha un unico scopo, quello di schiarirmi le idee. Sono benvenuti tutti i suggerimenti ed i commenti.

13 commenti

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13 risposte a “Cercando il lato positivo, che non c’è.

  1. Ehm…Almeno per me, e per le altre fortunate lavoratrici a progetto, o interinali ecc…, la pensione non sarà un problema: semplicemente non ne avremo mai una!

  2. @AdamsRib: comprendo benissimo la tua situazione, ma credimi, l’aver versato contributi per ben 33 anni e ritrovarsi con in mano niente, fa girare un tantino le p***e.

  3. Hai tutte le ragioni, diamine!

  4. Penso che per non affogare bisogna buttarsi su qualcosa che ci faccia rinascere, al di là della sua utilità. Perciò secondo me il seguire corsi di lingua è un’ottima scelta! Anzi, ti consiglio di cercare sul web anche gli esami per la patente europea del pc, devo cominciare a studiare anche io, puoi studiare da sola con il libro e pagare direttamente gli esami dopo aver acquistato la skill card, vanno a moduli e sono tipo 6. E’ richiestissima in campo lavorativo, puoi sfruttare questa scusa ;)Purtroppo non credo di essere utile in altri consigli, l’argomento lavoro è una ferita brutta pure per me che di lavoro ancora non so nulla, primo perchè studio, ma per cosa? Mi ritroverò anche io a “elemosinare” impieghi, ma lo farò a testa alta non mi interessa, ci tengo molto a dare il meglio di me e dimostrare che ce la posso fare a costruirmi qualche cosa.Poi vedo la disperazione negli occhi di persone a me vicine, sto parecchio male e leggere anche la tua tristezza mi rende davvero depressa, ma sono sicura che tutti ci rialzeremo in piedi.Forza Patty su, vedrai che una botta di culo spetta a tutti dopo brutte cadute XDPS: forse per il mio compleanno vengo a Milano *_*Pps: mamma mia che scossa brutta di terremoto, qua a Latina si è sentita fortissimo, è da oggi che penso a quelle povere persone in Abruzzo…

  5. Ciao patti,sai, sono ancora piccina però credo in alcune cose. Col tempo e soprattutto in questi ultimi mesi mi sono accorta di come i miei credo non tanto non sono condivisi dalla maggior parte delle persone, ma non sono quelli che ti aiutano per riuscire a percorrere più strade possibili…Vado ancora a scuola (per fortuna) e per me la scuola è come un piccolo mondo racchiuso tra quattro mura..anche se è un mondo molto più semplificato. Io non credo nel voto che ti mette un professore, non lo reputo importante e non studio per quello. Purtoppo questo mio credo non funziona bene al di fuori di me. Io credo nella passione messa, nell’impegno, nelle ore passate sui libri con la foza per dire: “no, io non mi voglio arrendere”. Non stimo neanche un po’ quelli che voglion avere dieci a tutti i costi. Per me non hanno nulla di loro, una personalità che li porti a prediligere alcune materie piuttosto che altre. Tutto questo a me non sta portando bene, dato che non avendo una media dell’otto non posso fare sage all’università o avere borse di studio o rimborsi. Sai chi ci va a fare gli stage? Quelli che non sono motivati neanche un po’. Quelli che lo fanno solo per apparire. Mi accorgo che è così anche nel mondo del lavoro purtroppo. Preferiscono vedere tante lauree piuttosto che quanto una persona è sveglia. Nonostante tutto sono convinta che qualcuno che la pensa come me ci sia. E che quindi presta attenzione ad altre cose piuttoto che i titoli di studio. Continua a cercare Patti, qualcuno troverai. Lo so che detto da me piccina e ancora protetta da mamma e papà queste parole non valgono molto. Per portando avanti questo mio “credo”, credo anche che alla fin fine le persone come te vincano sulle altre. E non il contrario.Secondo me l’idea dei gatti può funzionare! Oppure…una baby sitter di gatti e cani? un abbraccioEle

  6. Harion cara, che bel papiro che mi hai scritto! Sono davvero commossa.Dici delle cose molto assennate, anche se purtroppo non si adattano molto bene al mio caso. La patente europea del computer per me sarebbe solo un ripasso, anche se il “pezzo di carta” non ce l’ho, e forse a qualcosa serve. Quello che mi interessava approfondire era l’HTML e il CSS, che conosco molto poco. E le lingue, naturalmente, ché quelle sono importanti un po per tutti. Resta il fatto che ci sono milioni di giovani laureati e diplomati che hanno delle chance in più rispetto ai miei 48 anni e alla mia mancanza di un qualunque titolo di studio. Ma non mi abbatto più di tanto. Ho passato momenti peggiori ;o)

  7. @lafantasianata: carissima Eleonora, ti sono molto grata per il tuo lungo commento, che mi dimostra il tuo interessamento e la tua partecipazione. Hai ragione quando dici che fanno molta più strada le persone che possono vantare lauree a pieni voti e stages a destra e a manca, rispetto a quelle capaci e intelligenti. Perciò ti consiglio di rimandare le tue teorie e mettere un attimo da parte il tuo credo, finché non verrà il momento di dimostrare la persona che realmente sei. Io sono una di quelle che se avesse potuto continuare gli studi, avrebbe cercato di uscirne con il massimo dei voti possibile, dopodiché, con questa arma in mano, sarei partita alla conquista del mondo per far vedere quanto valgo. Intendiamoci, non sono mai stata una carrierista, ma lavoro con passione e quando faccio qualcosa la faccio sempre al meglio delle mie possibilità. Gioca bene le tue carte e credi in te stessa, ché a me la vita ha riservato solo delle “scartine”, e guarda come sono messa…Ti abbraccio.

  8. ciao cara Patty purtroppo la situazione che tu delinei è quotidianità per molte italiane e anche italiani…i corsi vanno benissimo ma sono convinta che una donna in gamba come te riuscirà a trovare qualcosa. Sei intelligente e saprai adattarti anche ad altri lavori, prospettive, alternative…io desidero pensare positivo per te e per tutte le persone nella tua situazione. Magari è il momento giusto per prendere il diploma. Vivi in città esisteranno di certo dei corsi serali per adulti…magari non servirà a nulla…ma nel frattempo realizzerai un sogno!

  9. @caterinaarmenta: so bene che rappresento il classico granello di sabbia nel deserto, come me ce ne son tanti!! Ti ringrazio per l’incoraggiamento, mi auguro che tu abbia ragione ^____^

  10. Io non oso parlare, dovrei essere ottimista per tirarti su ma non riesco sempre ad esserlo perche’, se mi fosse successo quello che e’ successo a te, sarei arrabbiata e non ottimista.L’unica cosa che penso e’ che, al di la’ degli aggiornamenti che non hai su materie che, e’ vero, progreiscono,e l’eta’ che non ti aiuta, le tue esperienze su campo sono un’arma a tuo vantaggio. Se hai fatto molti lavori, a un futuro datore di lavoro puo’ interessare quell’esperienza pratica, concreta, al di la’ dei pezzi di carta.Se hai fatto la commessa per tot anni, faccio per dire, ad un negozio similare puo’ interessare questo, e non altro. Pero’ capisco amarezza e fatica. E posso solo starti vicina, augurarti ogni bene che meriti, che sei una che ha imparato a rimboccarsi le maniche fin da ragazzina. Un abbraccio.

  11. @aleike; carissima Alessandra, ottimismo gratuito e pacche sulle spalle non aiutano granché, è per questo che apprezzo molto il tuo commento, anche perché, essendo coetanee abbiamo forse un “sentire” comune. Spero proprio che una volta passata l’ondata di crisi (se e quando passerà) ci sarà ancora qualcuno che cerca l’esperienza pratica e non si sofferma troppo sui dati anagrafici.Ti abbraccio forte :*

  12. anonimo

    Cara Patty,il modo migliore per uscire dalle crisi è affrontarle in maniera allegra e costruttive. Non ci conosciamo, ma leggo da lungo tempo il tuo blog. Sono, come te, un lettore accanito e accarezzo l’idea di aprire un blog come il tuo per parlare di libri.Le mie parole non vogliono essere falsamente consolatorie: nel settore in cui lavoro, automobilistico, mi toccano una/due settimane di cassa integrazione al mese e sò cosa vuol dire lavorare poco e con la paura di perdere per sempre il lavoro.In fondo ogni generazione si è trovata a fronteggiare un problema diverso. Quella prima della nostra (dimenticavo, siamo più o meno coetanei) era appena uscita da una guerra ed affrontava le giornate accontentandosi di poco.Alla nostra tocca, probabilmente, l’avventura di vivere un periodo di crisi abbastanza duro. Ma questo deve farci maturare ancora di più per trovare nuovi spunti di lavoro, perché no l’idea dei gatti, senza pensare inizialmente al fatto che questi possano costituire una fonte di guadagno. Sono convinto che quello che piace e gratifica prima o poi in ripaga anche. Lo dico a te come come lo dico a tutti quelli come noi che si trovano ad affrontare quotidianamente la crisi.Quello che più mi spaventava prima di affrontare la mia prima settimana di CIGO (così noi metalmeccanici chiamiamo confidenzialmente la cassa integrazione) era il passare giornate intere davanti alla televisione. Invece no: le mie passioni, i libri, la lettura, la fotografia mi tengono occupato per tutto il tempo che passa velocemente. Unico cruccio è quello di non essere ancora riuscito ad organizzare qualcosa di strutturato per organizzare le mie attività. Ma ci riuscirò, lascio che gli eventi da soli mi portino ad organizzare la mia vita: dobbiamo danzare senza chiederci il perché, lasciandoci trascinare dagli eventi, come dice il mio autore preferito (Murakami) forse nel suo libro più bello (Dance, dance, dance).Quindi non disperare, vivi il tuo momento come una crescita, sono convinto che riuscirai a trovare qualcosa di nuovo, di originale e di divertente.In bocca la lupoNick

  13. Caro Nick, è tutta la vita che lotto, o se preferisci che danzo, come dice Murakami, e adesso mi sento proprio stanca. Ma ti assicuro che, passato questo momento di sconforto, tornerò a battermi come ho sempre fatto, fin da bambina, perché non si può fare diversamente. Ti ringrazio per le tue belle parole e mi auguro che anche per te ci sia una soluzione. Tanti auguri!!

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