"84, Charing Cross Road" – Helene Hanff – Archinto – pagg. 120 – €. 10,00

In questo libricino delizioso sono trascritte esclusivamente le lettere che la scrittrice Helene Hanff di New York e la libreria Marks & Co. di Londra (in particolar modo l’impiegato Frank Doel),  si sono inviati durante più di 20 anni. La Hanff, scrittrice squattrinata e innamorata dei libri antichi, soprattutto se inglesi, nel 1949 legge un’inserzione sul "Saturday Review of Literature" dove si annuncia che la Libreria Marks & Co. di Londra è speciallizzata in libri fuori stampa provenienti da bblioteche private. Inizia così un rapporto a distanza caratterizzato dalla passione per i libri e che sfocia poi in rapporto affettivo fra la scrittrice, Frank Doel e tutti gli impiegati della libreria e le rispettive famiglie. Helene è una americana aggressiva e ironica, ma con un grande cuore e una sensibilità tutta speciale. Frank è un inglese compassato ma ironico, un brav’uomo, modesto,  con un’enorme cultura letteraria, che ama molto la sua famiglia e il suo lavoro. Tutti i suoi colleghi e colleghe della libreria, come lui  sono brave persone, che vivono con dignità il difficile periodo di ristrettezze e razionamento alimentare e non. Quando a Helene giunge la notizia dei razionamenti in Inghilterra, trova il modo di far giungere loro dei pacchi di generi alimentari di buona qualità a prezzi contenuti attraverso una società della Danimarca, per sdebitarsi dei meravigliosi libri antichi e rari a poco prezzo che le hanno procurato. A più riprese Helene cercherà di racimolare il denaro per andare a Londra, ma ci riuscirà soltanto quando ormai…

[Dentro, l’ambiente è scuro, percepisci l’odore della libreria prima di vederla, è un odore delizioso, non è facile da descrivere ma è un misto di muffa, polvere, anni, pareti di legno e pavimenti anch’essi di legno….(…) Gli scaffali si susseguono all’infinito. Raggiungono il soffitto, sono molto vecchi, grigiastri, come vecchie querce che con gli anni abbiano assorbito tanta polvere da perdere il loro colore originario.]

[Mi piacciono moltissimo i libri usati che si aprono alla pagina che l’ignoto proprietario precedente apriva più spesso. Quando è arrivato Hazzlitt, il volume si è aperto proprio alla pagina che diceva "odio leggere libri nuovi", al che ho esclamato "amico!" allo sconosciuto proprietario che mi aveva preceduta.]

L’omonimo film del 1987, per la regia di David Hugh Jones, è un raro esempio di come si può valorizzare e persino migliorare un bel racconto (o un romanzo). I grandissimi interpreti di questa versione cinematografica sono Anne Bancroft (Helene Hanff), Anthony Hopkins (Frank Doel) e Judi Dench (Nora Doel). La caratterizzazione del personaggio di Helene Hanff da parte della Bancroft è straordinaria, per come è riuscita a rendere appassionata e vera, caustica e sentimentale,  fragile e forte la scrittrice. La recitazione di Anthony Hopkins è perfettamente calibrata sul personaggio, e non è una novità per questo grande attore. Judi Dench è una comprimaria di prim’ordine. Il racconto è stato rispettato quasi sillaba per sillaba, e persino gli abiti di scena, la ricostruzione della vecchia libreria antiquaria, tutto insomma è come dovrebbe essere, per chi ha letto "84, Charing Cross Road".


  
                                                  

19 commenti

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19 risposte a “

  1. Bellissimo film e splendido libro. Ma lo sai che i diritti per farne un film sono stati regalati alla Bancroft da suo marito Mel Brooks? Ecco un gran marito…;)vetsera

  2. Ho amato moltissimo il film e, pur non avendo letto il libro, sentivo dall’atmosfera speciale e grazie alle bellissime interpretazioni degli attori che questa volta si trattava di un’ottima trasposizione cinematografica. Helene/Anne è fantastica!

  3. condivido il tuo pensiero, aspetto di vedere il film che, sono certa, non mi deluderà.spero che tu trovi presto la nuova strada che sicuramente ti è destinata. un abbracciodd.

  4. sono contenta che tu sia riuscita a trovare questa chicca e condivido pienamente la tua recensione 🙂

  5. anonimo

    Di più e di meglio credo non si potesse dire, o scrivere.Il tuo amico poeta.

  6. @vetsera: si, è un’informazione che ho letto non so dove. Un bel gesto.@AdamsRib: il libro è praticamente identico, ma l’interpretazione della Bancroft e di Hopkins è un plusvalore impagabile!@didaquellavera: è veramente da vedere, non fartelo scappare! Grazie per l’augurio.@deadivina: avevi ragione, è proprio un gioiellino!@utente anonimo: grazie infinite, a presto!!

  7. sembrano bellissimi, libro e film… ancora una volta credo mi fiderò dei tuoi consigli!

  8. @bradirunner: grazie per la fiducia. Credo che si vada sul sicuro, a consigliare sia uno che l’altro.

  9. @lafantasianata: se porti pazienza te lo regalo per il tuo compleanno. Vuoi anche il film o solo il libro?

  10. Sembra che un filo invisibile leghi il romanzo al film, il film al libro,e non ci sia piu’ uno dei due che sia nato prima e abbia creato il secondo, sono una cosa unica, la Bancroft e Helene Hanff, basta cercarne una foto su google, non che le somigli fisicamente ma ne ha catturato la stramba espressione. Una grande storia di amicizia che, se vogliamo, puo’esistere fra due persone che non si sono MAI viste.

  11. @aleike: concordo pienamente. Ormai per me la Hanff ha il volto della Bancroft. In quanto alle amicizie fra persone che non si sono mai viste, ho la prova che questi rapporti profondi possono esistere. A maggior ragione oggi, che i tempi ed i modi della comunicazione a distanza sono veloci e molteplici. Ma anche allora, forse proprio perché la lettera inviata dall’altra parte del mondo era attesa come qualcosa di prezioso e magico. Resta comunque il fatto che una passione come quella per la letteratura può unire profondamente, giusto? ^_____^

  12. Giusto, giustissimo anzi ;))

  13. Sì, è raro trovare pellicole che riescano “filologicamente” a ricreare per intero atmosfere e emozioni impigliate nella pagina scritta. Il racconto è poi in forma epistolare, e perciò l’operazione era ancora più ardua. Ma con due interpreti di questo spessore…8-)

  14. @cigale: concordo pienamente. Sono piccoli miracoli che che accadono a volte, molto raramente.

  15. Ciao Patty, vorrei mandarti una mail importante, qual’è l’indirizzo che consulti più spesso?GrazieArianna ^^Ps: ho letto il post e trovo questo libro molto intrigante, proverò a scaricare pure il film 😉

  16. @Harion: controllo giornalmente tutti i miei indirizzi @mail. Mandala pure dove vuoi, pattybruce@splinder.com oppure pattybru@hotmail.it….Vedrai che il film ti piacerà ^____^

  17. uff.. visto anche questo e come al solito… dopo il libro il mio entusiasmo è piuttisto tiepido.O.T. pensavo al fatto che in uomini che odiano le donne -film- tu abbia trovato calzante lisbet mentre il mio parere è l’esatto contrario, la meraviglia della fantasia scatenata da una descrizione letteraria sarà un dato di fatto per molti, ma mi stupisce sempre..dd.

  18. @didaquellavera: proprio così. Ognuno di noi si immagina i personaggi in maniera diversa, a seconda del carattere e delle proprie esperienze. Nel caso de “Il signore degli anelli” di Tolkien, per esempio, malgrado l’abbia letto innumerevoli volte e lo conosca veramente bene, ho trovato la trasposizione cinematografica praticamente perfetta, mentre altri hanno avuto da criticare…

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