«Il problema italiano non è Silvio Berlusconi. La storia da Catilina in avanti è stata ricca di uomini avventurosi, non privi di carisma, con scarso senso dello Stato ma senso altissimo dei propri interessi, che hanno desiderato instaurare un potere personale, scavalcando parlamenti, magistrature e costituzioni, distribuendo favori ai propri cortigiani e talora alle proprie cortigiane, identificando il proprio piacere con l’interesse della comunità. È che non sempre questi uomini hanno conquistato il potere a cui aspiravano, perché la società non glielo ha permesso. Quando la società glielo ha permesso, perché prendersela con questi uomini e non con la società che li ha lasciati fare? […] È la maggioranza degli italiani che ha accettato il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo Alfano, e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente – se il presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio – la mordacchia messa [per ora sperimentalmente] alla stampa».

 

Così Umberto Eco su Berlusconi e sul Decreto Alfano, che mira a colpire la libertà d’informazione di tutti i media, Rete compresa.

7 commenti

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7 risposte a “

  1. Ma infatti, il problema non è B.Ed è stupido continuare a far satira su B.Il problema è che a molti italiani B. piace così com’è e/o come si presenta.E’ questo il dato.

  2. Questo articolo di Eco ha colpito molti blogger, mi fa piacere… Sai già come la penso!

  3. Ho aggiunto qualcosa su Face Book.Parla bene, cose sacro-sante dice Umberto Eco, la cosa strana è che questa società di cui si tratta, così lassista e permissiva dovè? ma è la maggioranza degli italiani no? Ma guarda un po’ credevo fosse una società segreta: come la MAFIA!!

  4. OK! Al silenzio per protesta si è aggiunto anche il fatto che per tinteggiare tutta la casa ho dovuto impacchettare anche i PC. Ora sono di ritorno. Ringrazio Gabrilù, AdamsRib e Uskaralis07 per i commenti. Che condivido.

  5. Chi era più colpevole, Landrù, che incantava le vedovelle ricche, che regolarmente si facevano sposare e poi finivano nella sua stufa, o le vedove troppo fiduciose? Si devono sempre denunciare i comportamenti antidemocratici o letteralmente criminali di Berlusconi (ognuno come sa fare, con la satira, l’invettiva politica, il gionalismo giudiziario) perché altrimenti quel poco di senso della democrazia che abbiamo noi italiani viene sommerso e fatto annegare dalla melma della celebrazione del Capo, fatta dai giornalisti prezzolati.

  6. @scudieroJones: io, nel mio piccolo, ci sono.

  7. Di te non ho mai dubitato: anche se conosco poco il tuo blog, ho visto chi c’è nella tua personale classifica degli autori, e so che queste scelte non avvengono per caso. Umberto Eco è un mio idolo (Il nome della rosa è grandioso, ma anche i suoi scritti più leggeri sono fantastici – Nonita, uno dei racconti del Diario minimo, per me che amo Nabokov è uno spasso ogni volta che lo leggo) però non è un politico, e anche involontariamente si ritrova in una specie di torre d’avorio, lontano dai problemi dell’uomo comune. E’ vero che siamo un popolo che si fa incantare facilmente dai tribuni (per fortuna però siamo anche un popolo di regicidi) ma questo non sminuisce la colpa di chi approfitta delle nostre debolezze.

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