La disperazione e la speranza

Noi sottoscritti – di Furio Colombo

(Il Fatto Quotidiano, 3 ottobre 2009)

Noi sottoscritti giornalisti italiani, chiamati "farabutti" dal presidente del Consiglio (che è anche padrone e datore di lavoro di molti di noi), durante una vivace dichiarazione resa alla televisione pubblica senza contraddittorio; successivamente indicati ai nostri connazionali come "anti italiani" senza altra motivazione che avere messo in dubbio la infallibilità del predetto presidente del Consiglio e di aver rivelato e commentato eventi confermati da ogni fonte, eventi certamente vergognosi che però riguardano, come utilizzatore finale, lo stesso uomo di potere italiano; noi giornalisti italiani invitati pubblicamente e solennemente, senza contraddittorio, "a morire ammazzati" come informatori di quella parte degli italiani che, contro ogni convenienza, continua ad opporsi; noi sottoscritti giornalisti italiani licenziati o minacciati di licenziamento per non aver aderito alle manifestazioni celebrative della eccezionalità, unicità e trionfo del presidente del Consiglio e per continuare a mostrare scetticismo sulla "qualità" superiore del presente capo del governo italiano rispetto a Cavour e De Gasperi; noi che ricordiamo l’ammonimento a suo tempo fatto pervenire al collega Giancarlo Siani (poi assassinato dalla camorra) "Si può essere giornalisti-giornalisti oppure giornalisti-impiegati" e ci ostiniamo a credere che si debba restare giornalisti-giornalisti nonostante la pressione forte e costante, pubblica oppure condotta nei consigli d’amministrazione delle imprese editoriali; noi sottoscritti giornalisti italiani che tentano ogni giorno, sui giornali e nei brevi spazi televisivi nei quali è ancora temporaneamente possibile, di raccontare, con documentazione delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea, di Human Rights Watch, della Croce Rossa Internazionale, l’orrore dei respingimenti in mare, dei campi di "soluzione finale" del popolo degli immigrati in Libia; noi sottoscritti giornalisti italiani che non rinunceranno a raccontare le continue aggressioni, lesioni e morte contro immigrati, omosessuali, "farabutti anti italiani" giudicati ad occhio "di sinistra" e dunque nemici dei soldati (come tutta l’opposizione, nella descrizione colorita, accanita e senza contraddittorio del presidente del Consiglio); noi sottoscritti giornalisti italiano che continueranno a giudicare delittuoso e mafioso lo "scudo fiscale" che toglie agli onesti per dare agli evasori e stronca ogni fiducia dei cittadini italiani nello Stato; noi, incoraggiati dal settimanale finanziario "The Economist" che scrive: "I giornalisti italiani hanno paura e hanno buone ragioni di avere paura" (3 ottobre). Noi che sappiamo da Freedom House di essere ormai soltanto "un Paese semi-libero"; noi che continueremo, ricordando i giudici assassinati, a sostenere con il nostro lavoro la libertà, a rischio come la nostra, della magistratura; noi sottoscritti giornalisti italiani che continuiamo a riconoscerci nel nome di Peppino Impastato e non in quello del persecutore di immigrati R. Maroni,

NOI TUTTI OGGI, 3 OTTOBRE,

SAREMO IN PIAZZA DEL POPOLO A ROMA

 col doppio sentimento della disperazione e della speranza.

  LA SPERANZA NEGLI ITALIANI CHE VORRANNO

DIRE NO INSIEME A NOI.

7 commenti

Archiviato in attualità, comunicazione, eventi, opinioni, personale, politica, riflessioni, solidarietà

7 risposte a “La disperazione e la speranza

  1. Puntuale e condivisibilissimo l’articolo di Furio Colombo!Come ho già scritto da me, la manifestazione di oggi è molto importante per opporsi alla deriva illiberale di questo governo di banditi. Perdipiù servirà anche da termometro per saggiare il poco che è rimasto della pluralità informativa in televisione. Sarà interessante infatti vedere stasera quanto spazio i 6 TG più importanti gli dedicheranno.

  2. @RW2punto0: si, voglio proprio vedere. Poi ci saranno i balletti delle cifre: chi dirà che c’erano 4 gatti, chi un migliaio di persone….e la verità non la sapremo mai.

  3. Alla manifestazione non posso esserci. Visto che tu ci vai, potresti portarti qualche uovo marcio? Così se vedi qualcuno della cosiddetta “opposizione” che ieri grazie alla loro impeccabile assenza hanno fatto passare lo scudo fiscale, sai cosa fare.Grazie.

  4. @Johanson: altro che uova gli tirerei! Sono veramente avvelenata con quei  #*&$£§*& (autocensura) che per 20 miseri voti l’hanno fatto passare. Quelli che mancavano, solo per il PD, erano 25.

  5. non potrò esserci ma lo sarò con il cuore. quello che sta accadendo in Italia è incredibile… forza! avete l’appoggio degli Italiani come me che hanno voglia di sapere la verità!

  6. Chiedo scusa per le dimensioni spropositate della vignetta… ora le ho ridotte (cancella pure il precedente commento)…

  7. @bradirunner: grazie per il pensiero.^_______^@RW2punto0: bella anche questa! Le migliori le trovi tutte tu :o)))

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