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“L’affaire Moro” (Con relazione di minoranza alla commissione parlamentare d’inchiesta) – L. Sciascia – Sellerio – pagg. 208 – €.8,00-

Un dramma angoscioso e surreale, il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, che viene analizzato da Sciascia a partire dal linguaggio, dal “codice” racchiuso nelle lettere di Moro, ma anche nei proclami esaltati dei sequestratori e nei comunicati ufficiali dello Stato, della maggioranza democristiana della quale Moro faceva parte, almeno fino al momento del suo sequestro, nel ruolo di Presidente.

Ne scaturisce un quadro impressionante: un Aldo Moro lucidissimo e disperato, che lancia messaggi “in codice” per facilitare il suo ritrovamento (messaggi che non si saprà, o non si vorrà recepire), che sostiene, come sempre ha sostenuto, la sacralità della vita e la necessità di cedere alle richieste dei sequestratori in nome di un bene più alto, l’essere umano. D’altra parte, lo Stato che disconosce Moro : “Non è più lui”, “…è stata attuata dalle Brigate Rosse una profonda devastazione psichica…”. Improvvisamente, per la prima volta, il Governo adotta la linea dura. In realtà lo ha già condannato dal primo giorno.

“L’affaire Moro” si può leggere come un romanzo, ma è sempre e comunque un’opera di verità. Il primo capitolo è dedicato all’articolo “delle lucciole” di Pasolini, come ad aprire un discorso che verrà portato avanti da Sciascia.

11 commenti

Archiviato in libri, politica

11 risposte a “Articolo successivo

  1. L’ho studiato per un esame all’Università circa 5 anni fa, rimasi un po’ sotto shock. Questo libro mi ha colpito molto. Io però ho letto l’edizione di Adelphi.

  2. @Cooman: è vero, ti assale il dubbio che possa essere successo davvero, è tutto così assurdo! Eppure è la realtà.

  3. "Eppure è una realtà"… dici bene. Una realtà che portò alla tragedia e le cui responsabilità sono ben lungi dall’essere chiarite persino ora, a 30 anni dal fatto.

  4. @RW2punto0: a me sembrano piuttosto chiare, le responsabilità. Grande parata di forze dell’ordine sguinzagliate qua e là solo per dare fumo negli occhi all’opinione pubblica scossa e annichilita. In realtà non c’era coordinamento, si vagava a caso e senza troppa convinzione, non si facevano aprire gli appartamenti segnalati nei quali gli inquilini risultavano assenti (in uno di questi risultò essere imprigionato Moro). Tutto questo affannarsi ad affermare la linea dura, quando in altri frangenti, anche meno gravi, a fronte di richieste analoghe, si era ceduto. Lo hanno fatto fuori. Per primi i suoi compagni di partito, e di conseguenza le BR.

  5. non posso che condividere il tuo commeno…oltre ad essere molto contenta di leggerlo 😉
    leggo che cooman l’ha letto per studio…beh mi sembra un’ottima scelta. Lontana dal classico saggio/reportage/testimonianza…lo trovo molto più incisivo

  6. @dreca:  e come tu fai notare nel tuo recente post, è veramente affascinante e illuminante il modo in cui Sciascia analizza il linguaggio e ne trae delle conclusioni.

  7. E’ quello che, magari un pò maldestramente, intendevo io. Ovvero, ci fu una volontà esplicita di Andreotti e Cossiga diretta a far uccidere Moro? Quali i coinvolgimenti dei servizi segreti e della P2? Le BR agivano per conto proprio o erano manovrate da qualcuno che le ha di fatto costrette ad assassinare lo statista dc? Il ruolo della CIA in tutta la vicenda quale fu?

  8. E' uno dei capitoli del romanzo delle stragi in Italia, un percorso iniziatico che si dipana lungo numerosi misteri, da Portella della Ginestra, a Piazza Fontana, ai "suicidi" anomali (Impastato, Feltrinelli) agli omicidi insabbiati (Pasolini, Fava) …al caso Moro.Forse i nostri nipoti potranno leggere per intero il romanzo, ma solo a patto che noi, amanti della letteratura, avremo il coraggio di dipanare il bandolo, sbrogliare la matassa, collegare i brandelli di filo tranciati di netto dalle forbici ben addestrate della nostra democrazia incompiuta.Credo che sia  tutto nelle nostre mani molto più di quanto non pensiamo.

  9. lo leggerò di sicuro! intanto se ti piace Sciascia, permetti di consigliarti il suo "il contesto" davvero un bel romanzo e una bella metafora su un certo paese che -putroppo- conosciamo bene

  10. @redpoz: si, l'ho letto ed è veramente bello e significativo. Sciascia conosceva molto bene certe "peculiarità" del nostro Paese.

  11. P.S. x redpoz: se ti va di sapere cosa ne ho scritto su questo blog, vai nel banner sulla colonna di sinistra "2009 tutte le recensioni" e lo trovi.

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