img004“Non lasciarmi” (Never let me go) – Kazuo Ishiguro – Einaudi ET – pagg. 291 – €. 12,00

Ambientato nelle campagne inglesi durante gli anni ’90, è un romanzo distopico e ucronico al tempo stesso. Nel “collegio” di Hailsham gli studenti non hanno genitori, ma non sono degli orfani. Hanno tutto quello di cui han bisogno, ricevono una buona educazione dai loro tutori, ma ignorano quasi completamente come si vive al di fuori del “collegio”, di fatto non potranno uscire da lì fino alla maggiore età. Gli viene spiegato in maniera piuttosto nebulosa e generica che sono delle persone “speciali”, che un giorno saranno “assistenti” e poi “donatori”…

Ho già detto fin troppo. I protagonisti sono Tommy, Ruth e Kathy. Tramite quest’ultima e i suoi ricordi possiamo conoscere tutta la loro vita, dall’infanzia all’età adulta, e farci insieme a loro un sacco di domande sugli strani episodi che si verificano, nonché sul comportamento dei tutori e dei responsabili. Soffriamo e lottiamo insieme a loro, e restiamo sconvolti come loro nel conoscere la ragione di tutto.

Scritto magistralmente dall’autore di “Quel che resta del giorno”, del quale ritroviamo le atmosfere e i conflitti interiori, “Non lasciarmi” è anche, oltre ad un romanzo d’amore, un romanzo politico che si interroga sull’etica e sul progresso. Lascia l’amaro in bocca.

2 commenti

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2 risposte a “

  1. maurizio2

    Bello, scritto benissimo, ovviamente, ma non all`altezza delle opere migliori del Maestro. Prova anche "Gli inconsolabili" o "Quando eravamo orfani".
    So che da "Non lasciarmi" hanno tratto un film , ma non so se andro` a vederlo: sono rimasto recentemente abbastanza deluso anche dalla riduzione di "Espiazione" di McEwan (uno dei miei libri del cuore) che pure si sarebbe prestato meglio ad essere sceneggiato…….Se dovessi consigliare un`opera di Ishiguro adatta ad essere adattata allo schermo, la scelta sarebbe sicuramente "Quando eravamo orfani".

  2. @maurizio2: magistrale resta comunque la trasposizione cinematografica di "Quel che resta del giorno", ad opera del grande Ivory, che rende maledettamente bene le atmosfere evocate da Ishiguro.

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