Mezzo secolo venerdì scorso

Considerazioni e riflessioni di una strana cinquantenne.

Mi sono sorpresa a domandarmi :”Cosa è cambiato, e come mi sento, ora che ho compiuto 50 anni?”

La risposta è complicata. Per una come me, che non ha mai avuto un’adolescenza e una giovinezza vere e proprie e che quando era giovane non è mai stata felice, forse si può dire che ora mi sento meglio. Non rimpiango certo i miei 20 anni, pieni di paure e di insicurezza, né tantomeno i 30, periodo di disillusioni e peripezie per sopravvivere, anni duri, sia fisicamente che psicologicamente, da superare. Verso i 40 c’è stato un cambiamento di rotta, ho incominciato a vederci più chiaro, a capire quello che veramente volevo e quello che non volevo più, e per gli altri dev’essere stata dura.

Ma il cambiamento sostanziale è avvenuto pochi anni fa. Credo che abbia coinciso con alcuni avvenimenti particolari: mia figlia che si creava una sua famiglia insieme al suo compagno, la morte di mia madre e poi anche quella di mia suocera, seppure in modo più marginale. Non è stato irrilevante nemmeno l’anno durante il quale sono rimasta senza lavoro e il fatto che quando un lavoro l’ho riavuto era comunque sostanzialmente peggiorativo economicamente e dal punto di vista della qualità della vita. Tutte queste cose, ed altre ancora più personali delle quali forse non è il caso di parlare, mi hanno fatto indossare degli occhiali nuovi, né con le lenti nere, né con le lenti rosa, ma degli occhiali che mi permettono di mettere a fuoco nettamente le mie priorità.

Ed ho visto chiaramente che:

– Non ci tengo minimamente ad essere amata e desiderata da un uomo (né da una donna, beninteso), ma esigo che si riconoscano le mie  capacità e le mie qualità e soprattutto i miei diritti, non solo i miei doveri.

– Se ho sbagliato nei miei rapporti sentimentali ne accetto le conseguenze, ma non ho intenzione di continuare a flagellarmi con delusioni, complicazioni, incomprensioni. Non mi interessa più. Solo mia figlia può ancora chiedermene conto, qualora lo voglia.

– Voglio intorno a me una società più giusta, più solidale, più impegnata per gli altri, e voglio agire in prima persona, nei limiti delle mie possibilità e capacità. Sono sempre più allergica alle ingiustizie e alla disonestà.

– Voglio leggere tanto e informarmi tanto, e se il tempo e il denaro non mi basteranno li toglierò al sonno, ai beni di consumo voluttuari (non ho ancora capito quali) e alle insulse serate passate davanti alla tv a guardare un film di fianco a qualcuno che si è già addormentato dopo i primi 10 minuti (o a fare stupidi giochi online). Non ne faccio una colpa a questo qualcuno, semplicemente le mie priorità sono altre, adesso.

Che ve ne pare? Io credo che essere arrivata a 50 anni con queste prospettive, può essere già un miglioramento. Tutto sta a vedere se queste cose saprò/potrò realizzarle tutte.

11 commenti

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11 risposte a “Mezzo secolo venerdì scorso

  1. ah, noi cinquanteen-agers! gente complicata.

  2. Mi ha fatto molto riflettere questo post, abbiamo il mezzo secolo entrambe, io ho reagito in altro modo al compiere dei 50 anni, sorriso apparente davanti a tutti ed enorme crisi interiore, crisi stupida, perche' 5 giorni prima del 21 luglio, non avevo 50 anni lo stesso?? pero' il simbolo dell'averli compiuti mi ha fatto paura, ecco, la parola giusta e' paura: delle malattie,del futuro, dell'innominabile parola morte, paure che avevo gia' prima ma quel da quel giorno mi sono crollate addosso di piu', avevo questa sensazione sempre piu' forte dell'avere davanti meno tempo di quello gia' vissuto, e per questo, quindi, capisco la tua voglia di non sprecarlo.
    Tu hai fatto un'analisi su te stessa lucida e acuta. Mi hai fatto ricordare un verso di una canzone di Vecchioni "e figlia figlia, non voglio che tu sia felice, ma sempre contro finche' ti lasciano la voce". E' un bellissimo modo di essere, rubando anche tempo al sonno e al futile,continuando a non tollerare le ingiustizie,  spero solo che tu abbia anche modo di essere un po' felice, per quello che si riesce ad essere in questa vita sempre faticosissima ma anche carina…talvolta. :o) Ti abbraccio.

  3. @aleike: cara Alessandra, è davvero molto diverso il modo nel quale abbiamo affrontato lo stesso "passaggio", ma non so ancora quale sia quello più giusto. Penso però che la paura delle malattie, del futuro e cose simili siano una prerogativa di chi ha vissuto a pieno la propria giovinezza, ed ora si rende conto che se n'è andata. Penso quindi che è molto meglio avere bei ricordi e nostalgia della giovinezza, e quindi un po' di panico di fronte al tempo che passa, piuttosto che amarezza e senso di ribellione per quello che non ti è mai stato concesso. Con questo non voglio fare la vittima, beninteso, ho sempre voi, i miei amici e la mia testa dura, così se madre natura me lo concede, potrei anche tentare di doppiare la boa e ricominciare da capo, con diversa modalità e maggiore consapevolezza.

  4. Cara Patty, per me sei una splendida cinquantenne e anche se forse, teoricamente, non avrei tutti i dati a mia disposizione, da quello che ho visto e quel poco che conosco, ci sono delle volte che mi chiedo cosa avresti fatto tu al mio posto…. insomma io ti stimo tanto e sono proprio proprio felice che da un blog di libri siamo arrivati a questi discorsi, ma mi sono sempre considerata una persona estremamente fortunata e le persone speciali si conoscono in modi speciali.
    TANTI AUGURI AMICA MIA
    Quando venite a Berlino festeggiamo.
    ti abbraccio
    cri

  5. Solo mia figlia può ancora chiedermene conto, qualora lo voglia. <— Sono una persona estremamente vendicativa e con un enorme senso del peso delle responsabilita' delle cose che mi vengono inflitte COLPOSAMENTE e deliberatamente.
    Forse sono cieca, ma nel mio libro di "reati sentimentali" il tuo nome non appare.
    Percio' non ti chiedero' mai un bel niente.

    E continuero' a fare il tifo per ogni nuovo paio di occhiali.

  6. @delsys: ecco, qualcosa di buono ce l'ho avuto nella vita. Mia figlia.

  7. @Gonza Bassa-Cri: non so che cosa avrei fatto al tuo posto perché non conosco le vicende che hai vissuto, ma credimi, è difficile incontrare una persona intelligente e speciale come te, e ringrazio il fato che ci ha fatte incontrare almeno un giorno si e uno no. Spero di venirti a trovare presto, il mio cervello ha bisogno di frequentazioni intelligenti, gli manca l'aria.

  8. "Tutto sta a vedere se queste cose saprò/potrò realizzarle tutte." <-  credo che il passo più difficile sia stato concedersele a livello psicologico, il resto ora sarà tutto più facile 🙂  Sai, spero di avere anche solo un decimo della tua forza, un giorno 🙂 Sono molto fiera di aver conosciuto una persona con tutta questa energia e ti auguro una splendida realizzazione di qualsiasi sogno tu possa mai avere 🙂  Questo post mi ha allargato il sorriso ^^  -Veronica

  9. @Vampire: sono contenta anch'io di averti conosciuta. Non credere che ci voglia poi molta forza, ad averne le tasche piene dopo 50 anni. Avrei dovuto reagire molto prima, ma tant'è…a volte la vita prende il sopravvento, e ti porta dove non avevi intenzione di andare, almeno finché non te ne rendi conto. Ti rinnovo ancora i miei più affettuosi auguri per il nostro comune compleanno.
    Patrizia

  10. Auguroni, anche se con ritardo. L'importante è sempre provare a cambiare le cose che non ci vanno più bene, si cambia, per fortuna e il desiderio di prendersi la propria fetta di torna è leggittimo. Un bacio 🙂

  11. @caterinarmenta: speriamo di avere sempre la forza di ribellarmi a quel che non mi piace, a volte è scomodo, ma ci si sente infinitamente meglio con se stessi.

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