“Sorelle Materassi” – Edizione 1934 –

  Aldo Palazzeschi – Oscar    Mondadori –

  pagg. 319 – €. 9,50

Teresa e Carolina Materassi, cucitrici e ricamatrici “di bianco”, sono abilissime e    infaticabili. Grazie al loro lavoro hanno risollevato le sorti e il buon nome della famiglia, mandata in rovina dal padre quando loro erano ancora molto giovani. Rinunciando a tutto, lavorando giorno e notte e uscendo solo la domenica mattina   per la messa, arrivano ai 50 anni proprietarie di immobili, poderi e un considerevole capitale, ma senza aver mai vissuto. E’ a questo punto che muore la loro sorella che viveva ad Ancona, vedova, poverissima e con un figlio quattordicenne, Remo,  che loro adotteranno, provocando con questo gesto la fine della loro vita serena, anche se un po’ vuota e arida. Remo, consapevole già da piccolo della sua bellezza e del suo fascino innato, è in grado di ottenere qualsiasi cosa senza fatica e senza il minimo scrupolo, e non solo dalle zie…

La descrizione dei luoghi, degli abitanti e della loro mentalità risulta a volte ironica, a volte amara e tragica. Teresa, Carolina, la serva Niobe e la quarta sorella Giselda sono dei personaggi forti, delle donne che non si arrendono, tranne quell’unica volta che amano incondizionatamente. Quella sarà la resa totale.

Sono stata spinta ad acquistare e leggere il romanzo di Palazzeschi sull’onda di un bel  ricordo d’infanzia dello sceneggiato televisivo prodotto e trasmesso nel 1972 dalla RAI sull’allora Programma Nazionale (ora RAI UNO). Era tratto dal romanzo originale  pubblicato nel 1934.

La sceneggiatura della fiction televisiva – articolata in tre puntate messe in onda in prima serata la domenica – era di Luciano Codignola e Franco Monicelli mentre la regia era firmata da Mario Ferrero.

Principali interpreti erano, nei ruoli delle tre sorelle Materassi (cucitrici di bianco) Sarah Ferrati (Teresa), Rina Morelli (Carolina) e Nora Ricci (Giselda, sposata ma poi abbandonata dal marito) e, in quello del nipote Remo, Giuseppe Pambieri. Fra le comparse figura anche l’allora ventiduenne Roberto Benigni nel ruolo di un giovinetto.

La trama dello sceneggiato televisivo ricalca fedelmente quella del romanzo (e del film con il medesimo titolo  che ne fu ricavato negli anni quaranta dal regista Ferdinando Maria Poggioli).

4 commenti

Archiviato in libri, tv

4 risposte a “

  1. Uhhh… ero un bimbino quando ho visto lo sceneggiato! Peraltro in quegli anni c’erano degli sceneggiati incredibili: Pinocchio, Il Segno del Comando, La Baronessa di Carini…

    • A quei tempi c’erano degli attori di altissimo livello, il teatro entrava nel piccolo schermo col risultato di entrare nelle case di tutti. Ora sembra che la tv serva solo (con qualche rara eccezione) ad abbassare sempre di più il livello culturale degli spettatori. E non lo dico solo perché sono una signora di una certa età, lo pensavo anche a 30 anni, e a 40.

  2. L’ho letto quando avevo dodici anni, forse quattordici. Me l’ero dimenticato. Grazie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...