Leggendo “1Q84”

A volte mi succede, leggendo Murakami, di non riuscire a fermarmi. Presa nella rete dei suoi strani personaggi, descritti in maniera sfumata e nello stesso tempo così particolareggiata. Immersa in quell’atmosfera rarefatta, trasportata in un sogno lucido. Eppure so che questo è anche mestiere da gran professionista. Quando lancia qua e là omaggi come fiori, a quel grande scrittore, a quel compositore, o a quel pittore, ti strizza l’occhio, accenna a ciò che è bello e “alto”, ti corteggia. Ma funziona, e gliene sono grata.

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   “Sorelle Materassi” – Edizione 1934 –

  Aldo Palazzeschi – Oscar    Mondadori –

  pagg. 319 – €. 9,50

Teresa e Carolina Materassi, cucitrici e ricamatrici “di bianco”, sono abilissime e    infaticabili. Grazie al loro lavoro hanno risollevato le sorti e il buon nome della famiglia, mandata in rovina dal padre quando loro erano ancora molto giovani. Rinunciando a tutto, lavorando giorno e notte e uscendo solo la domenica mattina   per la messa, arrivano ai 50 anni proprietarie di immobili, poderi e un considerevole capitale, ma senza aver mai vissuto. E’ a questo punto che muore la loro sorella che viveva ad Ancona, vedova, poverissima e con un figlio quattordicenne, Remo,  che loro adotteranno, provocando con questo gesto la fine della loro vita serena, anche se un po’ vuota e arida. Remo, consapevole già da piccolo della sua bellezza e del suo fascino innato, è in grado di ottenere qualsiasi cosa senza fatica e senza il minimo scrupolo, e non solo dalle zie…

La descrizione dei luoghi, degli abitanti e della loro mentalità risulta a volte ironica, a volte amara e tragica. Teresa, Carolina, la serva Niobe e la quarta sorella Giselda sono dei personaggi forti, delle donne che non si arrendono, tranne quell’unica volta che amano incondizionatamente. Quella sarà la resa totale.

Sono stata spinta ad acquistare e leggere il romanzo di Palazzeschi sull’onda di un bel  ricordo d’infanzia dello sceneggiato televisivo prodotto e trasmesso nel 1972 dalla RAI sull’allora Programma Nazionale (ora RAI UNO). Era tratto dal romanzo originale  pubblicato nel 1934.

La sceneggiatura della fiction televisiva – articolata in tre puntate messe in onda in prima serata la domenica – era di Luciano Codignola e Franco Monicelli mentre la regia era firmata da Mario Ferrero.

Principali interpreti erano, nei ruoli delle tre sorelle Materassi (cucitrici di bianco) Sarah Ferrati (Teresa), Rina Morelli (Carolina) e Nora Ricci (Giselda, sposata ma poi abbandonata dal marito) e, in quello del nipote Remo, Giuseppe Pambieri. Fra le comparse figura anche l’allora ventiduenne Roberto Benigni nel ruolo di un giovinetto.

La trama dello sceneggiato televisivo ricalca fedelmente quella del romanzo (e del film con il medesimo titolo  che ne fu ricavato negli anni quaranta dal regista Ferdinando Maria Poggioli).

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  “Il cerchio capovolto vol.2” – AA.VV. –  I Sognatori –  pagg. 116 – €. 10,00

Raccolta di racconti scaturita dalla seconda edizione del concorso omonimo indetto dalla casa editrice I Sognatori, che negli anni ha scoperto e lanciato ottimi autori esordienti. I (pochi) frequentatori di questo blog dai tempi di Splinder la conoscono bene. Anche questa volta il vincitore assoluto e i  12 classificati hanno ottime idee, stile accattivante e buone prospettive per il futuro, a mio avviso. Fra questi racconti che spaziano fra l’horror, il fantasy e l’ironia, mi sento di segnalarne alcuni:

“Ogni cosa al suo posto” di Rubrus. Cosa può succedere quando qualcuno viene a mancare ma non del tutto, perché il suo “spirito”, anche inteso in termini ideali, ha ormai permeato la nostra casa, la nostra vita, persino gli oggetti che ci circondano?

Raduno di eroi” di Davide Cappadona. Un gruppo di eroi medievali si riunisce dopo molti anni al richiamo di un personaggio misterioso che li ha guidati in numerose avventure passate. Finale divertente e inatteso, personaggi ben caratterizzati.

“Prontuario dei mostri domestici” di Marco Migliori. Gli oggetti di uso comune possono rivelarsi pericolosi, anzi mortali. Il protagonista e la sua socia lo sanno bene, è il loro mestiere combatterli, e per chi avesse dei dubbi c’è sempre il “Prontuario”.

Mi rendo conto che tutti e 13 i racconti andrebbero citati, ma il post sarebbe troppo lungo. Quello che posso dire è che vi raccomando caldamente di leggerli. E buon divertimento.

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Date a girl who reads

“Date a girl who reads. Date a girl who spends her money on books instead of clothes. She has problems with closet space because she has too many books. Date a girl who has a list of books she wants to read, who has had a library card since she was twelve.

Find a girl who reads. You’ll know that she does because she will always have an unread book in her bag.She’s the one lovingly looking over the shelves in the bookstore, the one who quietly cries out when she finds the book she wants. You see the weird chick sniffing the pages of an old book in a second hand book shop? That’s the reader. They can never resist smelling the pages, especially when they are yellow.

She’s the girl reading while waiting in that coffee shop down the street. If you take a peek at her mug, the non-dairy creamer is floating on top because she’s kind of engrossed already. Lost in a world of the author’s making. Sit down. She might give you a glare, as most girls who read do not like to be interrupted. Ask her if she likes the book.

Buy her another cup of coffee.

Let her know what you really think of Murakami. See if she got through the first chapter of Fellowship. Understand that if she says she understood James Joyce’s Ulysses she’s just saying that to sound intelligent. Ask her if she loves Alice or she would like to be Alice.

It’s easy to date a girl who reads. Give her books for her birthday, for Christmas and for anniversaries. Give her the gift of words, in poetry, in song. Give her Neruda, Pound, Sexton, Cummings. Let her know that you understand that words are love. Understand that she knows the difference between books and reality but by god, she’s going to try to make her life a little like her favorite book. It will never be your fault if she does.

She has to give it a shot somehow.

Lie to her. If she understands syntax, she will understand your need to lie. Behind words are other things: motivation, value, nuance, dialogue. It will not be the end of the world.

Fail her. Because a girl who reads knows that failure always leads up to the climax. Because girls who understand that all things will come to end. That you can always write a sequel. That you can begin again and again and still be the hero. That life is meant to have a villain or two.

Why be frightened of everything that you are not? Girls who read understand that people, like characters, develop. Except in the Twilightseries.

If you find a girl who reads, keep her close. When you find her up at 2 AM clutching a book to her chest and weeping, make her a cup of tea and hold her. You may lose her for a couple of hours but she will always come back to you. She’ll talk as if the characters in the book are real, because for a while, they always are.

You will propose on a hot air balloon. Or during a rock concert. Or very casually next time she’s sick. Over Skype.

You will smile so hard you will wonder why your heart hasn’t burst and bled out all over your chest yet. You will write the story of your lives, have kids with strange names and even stranger tastes. She will introduce your children to the Cat in the Hat and Aslan, maybe in the same day. You will walk the winters of your old age together and she will recite Keats under her breath while you shake the snow off your boots.

Date a girl who reads because you deserve it. You deserve a girl who can give you the most colorful life imaginable. If you can only give her monotony, and stale hours and half-baked proposals, then you’re better off alone. If you want the world and the worlds beyond it, date a girl who reads.

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“Lezioni spirituali per giovani samurai” – Y. Mishima – Universale Economica Feltrinelli – pagg.126 – €. 7,00

 Una raccolta di testi che testimoniano la filosofia di vita di Mishima, derivata dal pensiero di Wang Yang Ming (1475-1529) e dall’etica dei samurai che a esso si ispirava.  In sintesi, l’ideologia degli antichi guerrieri giapponesi era per Mishima l’essenza della “giapponesità”, la sua vera natura. Alla fine di un travagliato percorso attraverso la letteratura, il cinema, la conoscenza del mondo occidentale e la pubblicazione di vari romanzi di successo ( dei quali personalmente ho molto apprezzato “Musica”, “Trastulli di animali”, “Abito da sera” ed altro) Mishima crea un piccolo gruppo paramilitare di un centinaio di uomini sotto il suo comando, utilizzando i diritti d’autore delle sue opere per finanziarlo integralmente. Morirà mettendo in atto in diretta televisiva il suicidio rituale (seppuku), non prima di aver letto il suo “Proclama” finale.

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  “Il diavolo, certamente” – A. Camilleri – Mondadori Libellule – pagg.170 – €.10,00

 Quando il diavolo ci mette lo zampino. Trentatrè racconti brevissimi, di tre pagine ognuno, nei quali accade   l’imprevedibile. Le idee sono   divertenti, non senza una “morale” di fondo, spesso, ma tre pagine per uno scrittore come   Camilleri, le cui descrizioni dei personaggi e dei luoghi sono così acute e ironiche da risultare fondamentali, quasi la  “cifra” dell’autore, sono a mio avviso veramente troppo poche.

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La mia nuova testa multicolor

Testa allegra il ciel l'aiuta

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